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Di Gaetano Armao
Dopo le due partite casalinghe la formazione guidata da mister Filippo Inzaghi si appresta ad affrontare una trasferta nel capoluogo abruzzese dove i rosanero sfideranno il Pescara allo Stadio Adriatico Giovanni Cornacchia.
Ecco a voi la nostra guida realizzata per vivere al meglio il prossimo avvenimento sportivo in terra abruzzese.
Storia dello Stadio Adriatico Giovanni Cornacchia
Lo Stadio Adriatico fu inaugurato il 29 dicembre 1955 con l'amichevole Pescara-Como, sostituendo lo storico campo Rampigna. Il progetto fu affidato all'architetto Luigi Piccinato in vista delle Olimpiadi di Roma 1960, con un finanziamento del CONI. La struttura presenta una forma ovale ispirata allo Stadio Olimpico di Roma, con una soluzione architettonica innovativa per l'epoca: archi in cemento armato a sbalzo sovrapposto che sostengono il piano superiore della tribuna Majella, creando un effetto di leggerezza nonostante le dimensioni imponenti.
Nel 1977, quando il Pescara conquistò la prima storica promozione in Serie A, l'impianto fu ampliato con l'aggiunta di un secondo anello che portò la capienza fino a 40.000 spettatori, cifra raggiunta in diverse occasioni durante gli anni d'oro del calcio pescarese. Il 2009 segnò un momento di rinascita per lo stadio: in occasione dei XVI Giochi del Mediterraneo ospitati a Pescara, l'impianto fu completamente restaurato con l'installazione di seggiolini numerati in tutti i settori, una nuova copertura in legno lamellare sulla tribuna Majella e il rifacimento della pista d'atletica. La capienza fu ridotta agli attuali 20.515 posti, ma con standard qualitativi nettamente superiori.
Nello stesso anno lo stadio fu intitolato a Giovanni Cornacchia, atleta pescarese olimpionico degli anni '60 e presidente del consiglio provinciale CONI di Pescara, a testimonianza della vocazione polisportiva dell'impianto. Nella sua storia lo stadio ha ospitato 3 partite delle Olimpiadi di Roma 1960, 6 gare della Nazionale italiana (tra cui la vittoria per 3-0 contro l'Irlanda del Nord nelle qualificazioni a Euro 2012) e fu selezionato come stadio di riserva per i Mondiali 1990.
Settori e Capienza
Lo stadio dispone di 20.515 posti a sedere distribuiti su quattro settori principali. La Curva Nord "Marco Mazza" (4.888 posti) ospita la tifoseria organizzata pescarese ed è intitolata allo storico capo ultrà scomparso nel 2006. Di fronte si trova la Curva Sud (4.101 posti totali), dove è ricavato il settore ospiti "Piermario Morosini" da 749 posti (settori A21 e O21), dedicato alla memoria del calciatore del Pescara tragicamente scomparso in campo nel 2012.
Le due tribune longitudinali completano l'impianto: la Tribuna Adriatica (5.711 posti) divisa in centrale e laterale, e la Tribuna Majella (5.730 posti) che include poltronissime, tribuna VIP e le zone superiori. Lo stadio garantisce inoltre accessibilità con 85 posti per disabili e altrettanti per accompagnatori, distribuiti nei vari settori.
Previsioni Meteo:
per domenica primo marzo nel città abruzzese è prevista una temperatura compresa tra 6-11°C con cielo parzialmente nuvoloso.
Come Raggiungere lo Stadio
Lo stadio si trova nel quartiere Portanuova, a circa 3 km dal centro città, in una posizione strategica vicino alla Pineta Dannunziana. Per i tifosi ospiti del Palermo è fondamentale seguire il percorso obbligatorio previsto dalle autorità di pubblica sicurezza.
In auto:
Per chi proviene da Bologna o Bari lungo la A14, l'uscita consigliata è Pescara Ovest-Chieti. Da qui si imbocca il raccordo autostradale Pescara-Chieti e dopo 6 km si prende la SS16/E80 in direzione Francavilla-Foggia, seguendo la segnaletica stradale con il simbolo del pallone. Da Roma, invece, si percorre la A25 uscendo sempre a Pescara Ovest-Chieti/Pescara Centro.
Mezzi Pubblici
Dalla Stazione Centrale di Pescara lo stadio è raggiungibile con le linee GTM 1, 2, 10 e 21 (circa 15 minuti in bus, 40 a piedi). Dall'Aeroporto Internazionale d'Abruzzo, distante circa 10 km, si prende la linea 38 fino al Tribunale, poi si prosegue con le linee 2, 21, 7 o 10.
Scopri Pescara:
Il lungomare di Pescara si estende per circa 10 chilometri, da Montesilvano a nord fino a Francavilla al Mare a sud, offrendo una delle più belle passeggiate adriatiche con spiagge sabbiose, stabilimenti balneari attrezzati e una pista ciclabile che corre parallela alla costa. Il vero gioiello architettonico è il Ponte del Mare, inaugurato l'8 dicembre 2009: con i suoi 466 metri di lunghezza è uno dei passaggi ciclopedonali più grandi d'Europa, e collega le due riviere della città attraversando il fiume Pescara. Di notte diventa uno spettacolo grazie all'illuminazione multicolore che cambia tonalità, mentre di giorno offre una vista spettacolare che spazia dal mare Adriatico fino al massiccio del Gran Sasso.
Conosciuta dai pescaresi come "Piazza Salotto", è il cuore pulsante della città e il punto di partenza ideale per esplorare Pescara. Completamente ridisegnata agli inizi degli anni 2000, la piazza è circondata da eleganti palazzi storici che raccontano le diverse epoche della città, caffè storici e negozi. Al centro domina la maestosa scultura dell'Elefante realizzata da Vincentino Michetti, diventata uno dei simboli cittadini. Da qui parte Corso Umberto, l'arteria principale della città, facilmente raggiungibile a piedi dalla stazione in soli 10 minuti.
Situata in Corso Manthoné 116, nel cuore del quartiere Pescara Vecchia, la casa dove nacque il poeta Gabriele D'Annunzio è oggi un museo nazionale che conserva gelosamente l'atmosfera ottocentesca della dimora. Tra mobili d'epoca, oggetti personali del Vate, manoscritti originali e fotografie storiche, si compie un affascinante viaggio nel tempo alla scoperta di uno dei più grandi letterati italiani. Il quartiere circostante, Pescara Vecchia, mantiene vivo il fascino del passato con i suoi vicoli caratteristici e Corso Manthonè, strada della movida pescarese ricca di locali tipici. A poche centinaia di metri si trova anche il Museo delle Genti d'Abruzzo che ripercorre la storia della regione dal Paleolitico ai giorni nostri.
Impossibile visitare Pescara senza fermarsi davanti alla Nave di Cascella, il monumento-simbolo della città realizzato nel 1986 dallo scultore pescarese Pietro Cascella. La grande galea in pietra, posizionata sul lungomare all'incrocio con Corso Umberto, non è solo un omaggio alla vocazione marinara di Pescara, ma anche un tributo ai prigionieri del carcere borbonico che per secoli remarono nelle galere del Regno.
La Cattedrale dedicata a San Cetteo, patrono di Pescara, fu costruita nel 1949 in stile neoromanico anche grazie all'interessamento di Gabriele D'Annunzio. La facciata in pietra bianca, con i suoi tre grandi rosoni che sovrastano altrettanti portoni, crea un effetto di sobria eleganza.
I Piatti tipici da non perdere:
Il vero re della cucina abruzzese, nato proprio nel territorio pescarese dalla tradizione pastorale montana. Si tratta di spiedini lunghi 25-30 centimetri preparati con cubetti di carne di pecora (o castrato) tagliati a mano con una precisione millimetrica di circa 1 cm per lato, alternando sapientemente parti grasse e magre per ottenere la giusta succulenza. La cottura rigorosamente alla brace avviene su caratteristiche "fornacelle" allungate, e il risultato viene servito "a mazzi" da 10 spiedini, accompagnati da bruschette all'olio extravergine o pizze fritte.
Il nome di questa pasta fresca all'uovo deriva dall'affascinante strumento utilizzato per realizzarla: la "chitarra" abruzzese, un telaio con fili metallici tesi che ricorda appunto lo strumento musicale. L'impasto viene pressato con un mattarello sui fili, creando spaghetti dalla caratteristica sezione quadrata che trattengono perfettamente i condimenti.
Il piatto che meglio esprime l'anima marinara di Pescara è il suo brodetto, una zuppa di pesce che si distingue nettamente dalle varianti delle altre città costiere adriatiche. La caratteristica principale è l'utilizzo esclusivo di pescato locale di roccia, rigorosamente senza pesce azzurro né merluzzo, e soprattutto il gusto deciso conferito dai peperoni secchi dolci lasciati soffriggere a lungo nell'olio prima di aggiungere il pesce.
Tra le ricette più geniali della cucina povera abruzzese, le pallotte cacio e ova sono polpette preparate senza un solo grammo di carne: gli ingredienti sono semplicemente pane raffermo ammollato e strizzato, pecorino grattugiato e uova, amalgamati e poi cotti in abbondante sugo di pomodoro che le insaporisce profondamente.
Il dolce che ha reso famosa Pescara nel mondo dolciario fu creato quasi un secolo fa dal geniale pasticcere Luigi D'Amico nel suo laboratorio del centro città. La forma emisferica del parrozzo si ispira al "pane rozzo" della tradizione contadina abruzzese, ma gli ingredienti sono tutt'altro che poveri: uova, cioccolato fondente, semolino finissimo, buccia d'arancia grattugiata, mandorle dolci e amare creano un impasto ricco e profumato. Fu Gabriele D'Annunzio in persona, amico del pasticcere, a battezzare il dolce con il nome dialettale "parrozzo", contribuendo a farlo conoscere ben oltre i confini regionali.
Buona trasferta a tutti dalla redazione di Mediagol.
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