Domani sera il Palermo scende in campo a Frosinone. Vista la classifica, al momento è la gara dell'anno in Serie B, e va gettato più di un semplice occhio sul Frosinone. Se non si parla dei ciociari come sorpresa dell'anno, poco ci manca, ma la verità è che di sorprendente c'è poco: coraggio, idee, italiani, progettualità. Tutto questo è il Frosinone di Massimiliano Alvini, che va a caccia della Serie A.
FOCUS
Palermo, uno sguardo al Frosinone: approfondimento sulla squadra di Alvini
Parte sempre da 2-0: numeri e statistiche
Il gioco intenso e propositivo di Alvini in questa stagione sta regalando al Frosinone un campionato da sogno. Non solo nei singoli che stanno emergendo, ma nella forza che il collettivo ha acquisito nel corso della stagione. I numeri vengono incontro a questa analisi certificando un tratto identitario di questo Frosinone: le partite dei ciociari quest'anno cominciano da 2-0. Alla 33ª giornata il Frosinone è il secondo miglior attacco del campionato (64 reti), a sole tre lunghezze di distanza dal Venezia primo. Ma oltre alle reti realizzate, sono tanti i dati offensivi che dimostrano la prolificità dei ciociari
I ragazzi di Alvini giocano a calcio, e lo fanno bene. Poche squadre in campionato possono vantare un gioco più intenso e coinvolgente rispetto ai ciociari, e i numeri offensivi sopracitati mostrano la voglia del Frosinone di giocare con la trazione anteriore sempre attivata. Spinta costante in avanti, ma principi solidi anche in fase di non possesso e pressione. Il ritmo del Frosinone è martellante, sempre al massimo dell'intensità durante la gara, certificato anche dal numero di falli per partita, dove i ciociari sono al secondo posto in tutto il campionato (16.1 falli per partita). La nomea di "ragazzi" non è mera retorica, ma un dato statistico, in quanto il Frosinone è la squadra con l'età media più bassa di tutta la Serie B: 23 anni e 4 mesi. Bisogna parlare anche dell'impronta italiana che il Frosinone possiede: sono soltanto nove gli stranieri presenti nella rosa dei ciociari, a testimonianza della scelta forte della dirigenza di creare un'ossatura italiana. Inoltre il lavoro fatto sui giovani mette in risalto una realtà in cui oggi è facile lavorare con competenza e serenità, e i risultati si rispecchiano nel campo visti i numeri che la squadra di Alvini sta avendo.
Dal Jack al Jolly: formazione e interpreti
Da inizio stagione l'avvento di Alvini ha portato la giusta guida per una squadra con tanti giovani alla ricerca d'autore. L'impronta coraggiosa e intensa dell'allenatore toscano ha alzato il livello delle prestazioni di tutti i singoli coinvolti durante la stagione, rendendo il Frosinone una squadra difficile da affrontare per qualsiasi tipologia di gioco. L'efficacia del lavoro di Alvini si può osservare nei singoli, ma anche nelle rotazioni effettuate durante il campionato, senza snaturare idee e principi di gioco. Si parte da un 4-3-3 ma non si può più parlare del solo modulo senza analizzare interpreti e funzioni in campo.
PORTA
Chi non è coinvolto in queste rotazioni è il portiere, Palmisani. Uno dei casi più limpidi della gestione dei giovani da parte del club, visto che fino all'anno scorso giocava in Serie C, alla Lucchese. Palmisani è uno dei portieri più interessanti dell'intero campionato, e basta sottolineare un dato per mostrare l'importanza del portiere classe 2004: Palmisani ha evitato quasi 12 gol alla sua squadra in questo campionato. Bravo con i piedi, solido tra i pali e un notevole para-rigori, dato che quest'anno ha parato il 50% dei rigori subiti (3 su 6). Prestazioni sempre positive che gli hanno regalato una presenza fissa tra i pali del Frosinone e della Nazionale Under 21, che accoglie alcuni volti della squadra di Alvini.
DIFESA
La fascia destra è di proprietà di Anthony Oyono. Il gabonese ha già assaporato la Serie A in passato, proprio con i ciociari, ma in quella stagione non riuscì a lasciare il segno. Quest'anno è diventato il titolare indiscusso sulla destra, e lo ha fatto a suon di prestazioni. Sempre propositivo in avanti e molto utile nelle rincorse difensive, merito della sua grande gamba che gli permette di fare avanti e indietro per la fascia. Un buon numero di assist, ben quattro, e qualche giallo di troppo, ma il lavoro richiesto da Alvini impone una certa aggressività in ogni zona del campo, a cominciare dalla fasce.
Discorso analogo nella parte opposta, perché la fascia sinistra con Bracaglia ha trovato il giusto interprete della doppia fase. Anche lui è un prodotto puro del settore giovanile del Frosinone, ed è la sua energia che fornisce un contributo attivo nella riaggressione voluta da Alvini. Facile farsi ingannare dal numero elevato di cartellini gialli, praticamente uno ogni due partite giocate, ma la realtà presenta un giocatore ben dotato tecnicamente e con una discreta presenza anche nell'area avversaria (addirittura 4 gol e 1 assist). Nelle scorse gare il Frosinone aveva trovato una nuova pedina preziosa come Corrado, meno dinamico ma con un missile al posto del piede mancino (chiedere a Klinsmann del Cesena) ma qualche problema fisico lo ha fatto scivolare nuovamente indietro nelle gerarchie.
Al centro della difesa a quattro, per una maglia, ruotano in due, mentre l'altra maglia è quasi sempre di Calvani. Anche lui convocato in Under 21 nelle scorse convocazioni, Calvani è un altro prodotto del vivaio ciociaro, e quest'anno si sta facendo notare. È lui che guida la prima pressione a uomo della difesa, ed è spesso il giocatore con più libertà di salire con la palla al piede e rompere la linea. L'altra maglia è contesa da Cittadini e dal capitano ciociaro, Monterisi. Se per il primo si può parlare come un difensore di sicura affidabilità, sempre concentrato e con ottimi numeri difensivi, di Monterisi vanno citati anche gli incredibili numeri offensivi: 2 gol e 5 assist per un difensore centrale sono una cifra importante, e la qualità del difensore è ben nota già dalla sua grande stagione in Serie A. Che sia l'anno buono per fare il salto di qualità?
CENTROCAMPO
La vera sorpresa del campionato del Frosinone è il centro del campo, dove i ciociari stanno mantenendo uno standard di prestazione ben superiore alla sufficienza. Dal centrocampo parte la transizione offensiva, e dai centrocampisti spesso l'azione viene finalizzata. La chiave del centrocampo, ma si può anche allargare il raggio, è in mano a Giacomo Calò. Descriverlo come un semplice regista non renderebbe fede alla grande stagione che il centrocampista italiano sta disputando, perché Calò è il Jack del mazzo di carte posseduto da Alvini. Tutto passa dai suoi piedi: ogni calcio d'angolo o punizione si tramuta in palla gol, e i venti gol realizzati da palla inattiva aiutano a rendere l'idea. La banca dati di questo Frosinone quest'anno prova a concorrere per il premio di MVP della stagione, e i 7 gol e 12 assist sicuramente lo metteranno in un'ottima posizione a fine stagione.
Accanto ai piedi sapienti di Calò un bis di incursori con il motorino sulle spalle. I garanti dell'intensità che Alvini pretende in mezzo al campo per mantenere il ritmo sopra la soglia consentita. Sono tre i giocatori per le due maglie, e sono tutti fondamentali per caratteristiche diverse. Il primo è Koutsoupias, che tra i tre è quello più impiegato. Il vero incursore se vogliamo trovarne uno nella formazione di Alvini, e non lo certificano soltanto i sette gol in campionato. Koutsoupias è bravissimo nell'attacco dell'area di rigore, e spesso la sua presenza crea scompiglio nelle difese avversarie, creando spazio per lui o per i suoi compagni. Nell'ultimo periodo ha sofferto di qualche infortunio, e ha saltato la scorsa gara per squalifica, ma Alvini non rinuncia mai a lui e ai suoi inserimenti. Chi è tornato a fare rumore per davvero è il jolly tattico di Alvini: Francesco Gelli. Copre praticamente tutti i ruoli del campo, tranne il portiere, ha la dieci sulle spalle perché mette comunque al primo posto la sua abilità nell'uno contro uno, rispetto alla versatilità che in Serie A gli è valsa qualche presenza addirittura come quinto di centrocampo. I soliti problemi fisici lo hanno limitato anche questa stagione, ma la gara di Pasqua contro il Padova è quella che ha sancito la sua definitiva rinascita, condita dal primo gol in campionato. Il terzo nome è l'ennesimo gioiello del vivaio del Frosinone. Al momento dell'infortunio di Gelli, Alvini non ha esitato a gettarlo nella mischia, e Cichella ha dimostrato di saperci stare alla grande. Una maturità tattica che può essere associata a un veterano del campionato, salvo poi scoprire che quest'anno è all'esordio assoluto nel campionato cadetto. In poche parole: una sorpresa diventata certezza.
Nella rosa del Frosinone figura anche Filippo Grosso, figlio di Fabio. Il figlio d'arte ha trovato poco spazio, ma con un centrocampo così rodato è difficile emergere, e ha trovato comunque una prima gioia in B, nella larga vittoria in quel di Mantova. Figura anche Ben Lhassine Koné, sempre prezioso in mediana ma fisicamente molto fragile. Rimane una pedina di sicuro affidamento in caso di bisogno, e di disponibilità fisica, e Alvini ha dimostrato di utilizzare tutti in base al tipo di gara.
ATTACCO
La giostra di Alvini, il gergale tridente delle meraviglie. Rispetto agli altri ruoli, in avanti le gerarchie sono ben definite. Anche in attacco le opzioni sono tante e le riserve scalpitano di continuo, ma i tre scelti da Alvini a inizio anno hanno dimostrato di essere pronti per fare salti di qualità importanti. Il riferimento centrale è Antonio Raimondo, che in Serie B ormai ha una presenza fissa. Dopo Terni, Salerno e Venezia, a Frosinone l'attaccante di proprietà del Bologna ha trovato la realtà giusta per fare quel salto di qualità necessario per imporsi in un campionato spigoloso come la B. Contro il Padova il sacco delle reti è stato riempito con il decimo pallone, merito di un pressing solitario e intenso sul portiere. Proprio da lì bisogna partire per parlare di Raimondo, perché il sacrifico e il duello sono ambienti che l'attaccante italiano frequenta molto volentieri. La manovra offensiva spesso lo esclude per passare dalle vie esterne, ma quando la palla finisce in mezzo lui è sempre pronto per colpire. Utilizzato meno ma con molta frequenza anche l'altro attaccante di ruolo, Zilli. Fisicamente imponente e dotato di un tiro particolarmente potente, spesso è l'arma che Alvini schiera nei finali di gara, per tenere il pallone o per continuare l'assalto all'area avversaria.
Se Raimondo è il terminale offensivo, la vena creativa dell'attacco è in mano ai due esterni, uno più decisivo dell'altro. A sinistra Kvernadze sta cominciando a imporsi con continuità, ed è un giocatore con caratteristiche uniche nell'attacco ciociaro. Non è basso e brevilineo, ma alto e scattante. Usa alla grande il fisico nonostante il suo gioco sia più improntato verso il dribbling, e nelle gambe sembra avere rivestimenti di dinamite perché ha una potenzia di tiro che in campionato si vede di rado. Meno appariscente del suo compagno, che occupa la parte destra dell'attacco, ma anche lui decisivo: 5 gol e 4 assist, e un numero quasi inqualificabile di tiri in porta. A sinistra Alvini propone anche Antonio Fiori, acquistato dal Mantova. Ha un minutaggio inferiore rispetto al compagno georgiano, ma in campo, a volte, la differenza non si nota davvero. Corre, corre tantissimo, e calcia tanto verso la porta, quasi quattro volte in media a partita. Anche per Fiori le reti in campionato sono cinque.
L'altro esterno è probabilmente l'MVP del campionato. Fares Ghedjemis è il volto copertina del Frosinone, e la sensazione è che ormai la Serie B gli stia stretta. Con Alvini il giocatore franco-algerino ha trovato il sistema di gioco perfetto per potersi imporre sull'esterno, e il costante approccio offensivo voluto dal tecnico, porta spesso la palla dalla sua zona. Mancino, praticamente gioca con un solo piede, ma levargli il pallone è veramente complicato: corre tantissimo, è scattante, sempre messo bene con il corpo quando accelera e quando azzarda uno dei suoi soliti dribbling (in media circa 6 a partita). All'immensa qualità, Alvini ha saputo sbloccare il suo cinismo sotto porta. Sono 12 le reti in campionato, a cui vanno aggiunti tre assist di contorno. È il miglior realizzatore dei ciociari, e non calcia nemmeno i rigori. Ha saltato solamente una partita in campionato, e il risultato non è cambiato perché Alvini ha scelto Seydou Fini, e il giocatore in prestito dal Genoa ha giocato una partita praticamente perfetta. Uno dei volti principali dell'Under 21 di Baldini, Fini sembra essere il colpo in prospettiva per sostituire un eventuale partenza di Ghedjemis: rapido, tecnico e mancino, sempre fedele al dribbling e incline all'assist piuttosto che al gol. La sensazione è che il Frosinone si sia già costruito in casa propria il post-Ghedjemis.
Rinascere con idee e coraggio: Massimiliano Alvini
Alzi la mano chi avrebbe pensato a un Frosinone così. Una squadra composta quasi per intero da ragazzi che in B hanno fatto al massimo le comparse, in mano a un tecnico che ha chiuso la passata stagione con la retrocessione in Serie C. Eppure il Frosinone si dimostra una terra fertile dove poter coltivare con calma e lucidità. Alvini ha scelto la via dell'intensità, ha messo al centro una generazione di giovani ragazzi e gli ha fornito gli strumenti per affrontare le intemperie della Serie B, dove cadono anche i più esperti. Nessuno avrebbe immaginato il Frosinone in lotta per la A a questo punto del campionato, e pochi avrebbero pronosticato un avvento così decisivo da parte di Alvini sulla panchina gialloblù.
Ha vinto il coraggio di osare, l'idea di non snaturarsi e costruire le basi per una squadra forte, scaltra e guizzante. La parabola di Alvini era in picchiata dopo l'esordio in A, e le successive avventure con Spezia e Cosenza in B, ma a Frosinone il tecnico toscano ha trovato la piazza migliore per lavorare con tanti giovani, italiani e non, al suo 4-3-3, al suo pressing intenso ed efficace, al suo gioco propositivo che ha portato i ciociari a essere uno dei migliori attacchi del campionato, nonché il più "sfortunato" visti i 19 legni colpiti in 33 partite.
La stagione da sogno del Frosinone parte dal coraggio della dirigenza di costituire partendo dalle fondamenta, ma si sta consumando nella forza delle idee di Alvini e nella qualità e la determinazione di uno stuolo di giocatori che sogna in grande, e lo farà fino alla fine del campionato.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

