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Palermo, quella volta che un centimetro blindò la Serie B

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Il racconto dell'ultimo Padova-Palermo, uno dei momenti più importanti della storia recente del Palermo.  

Al momento del triplice fischio dell'arbitro Gualtieri,  probabilmente tutti i tifosi del Palermo si somigliano: sudati, con battiti superiori alla media ed estremamente felici per aver vinto la gara d'andata ed essere a 90 minuti dalla promozione in Serie B. Un match intenso, a tratti agonico, che però sorride ai rosanero di Silvio Baldini grazie alla rete di Floriano, e non solo...

Il Palermo arriva in finale dopo aver vinto agevolmente la semifinale contro la Feralpisalò: 3-0 a Salò e 1-0 di gestione al Barbera. Il Padova invece batte il Catanzaro all'ultimo respiro, grazie a una perla di Chiricò. Palermo e Padova condividono un legame storico che va avanti da quasi quarant'anni, in uno dei gemellaggi più longevi e sinceri del calcio italiano, ma per uno di quei cortocircuiti del destino, le due squadre si ritrovano in finale, e con una promozione in mezzo non sai mai cosa può accadere. Il risultato è un attestato sincero e storico di fratellanza e rispetto reciproco, e questo va oltre tutto il merito sportivo o il giudizio lapidario e diretto che il campo propone in una finale, dove per convenzione c'è chi piange e chi festeggia.

LA PARTITA 

Pochi tatticismi fin dall'inizio, si gioca a ritmo alto fin dal primo pallone giocato. Ricordare la posta in palio è superfluo, ma per certi momenti della gara la sensazione è che le due squadre puntino praticamente tutto su questo match d'andata. Il Palermo in campo con il suo classico 4-2-3-1, il Padova invece cerca di andare a uomo con il 3-4-3 scelto da Oddo. Il gioco rosanero si sviluppa a destra, con Valente che inizia subito ad arare la fascia come di suo solito. Uno dei suoi soliti cross forti e taglienti per poco non pesca il taglio di Brunori, sempre famelico nell'attacco dell'area di rigore. Risponde il Padova da palla inattiva dopo pochi minuti. Con il Catanzaro una punizione di Chiricò ha deciso la partita, questa volta calcia Ronaldo che impegna Massolo nell'intervento sul proprio palo. Al decimo minuto si sblocca la gara. Punizione battuta in verticale verso Valente, Curcio è in anticipo ma il numero 30 rosanero continua a seguire il pallone. Come nel calcetto tra amici, si prova a ottenere qualcosa calciando prepotentemente la palla addosso all'avversario, ma il rimpallo tiene il pallone in quella zona. Arriva anche Gasbarro che prova la stessa cosa, ma intanto Valente sfiora il pallone con la punta e lo spedisce dentro l'area piccola. Lì arriva Floriano che segna uno dei gol più facili della sua carriera, il quarto nei play-off -tutti in trasferta. La reazione del Padova apre spazi ai rosanero, che per poco vanno vicini al raddoppio con la zampata di Brunori su un cross di Giron. Anche la linea difensiva del Palermo è alta, e su un attacco alle spalle il Padova trova il pareggio con Bifulco, fortunatamente annullato per fuorigioco dall'arbitro (e confermato dal VAR).

Alla mezz'ora l'occasione più grande della partita: cross di Gasbarro verso il centro, Massolo esce in ritardo e Chiricò colpisce di testa. La palla rimbalza una volta e si prepara a entrare in porta.

Da piccoli tutti abbiamo collezionato con passione le figurine dei calciatori Panini. Quanti ricordi. Quanta rabbia per quella figurina mancante per completare la formazione del Chievo, quanto è bella quella rovesciata sulla copertina... Ecco, quella rovesciata. Probabilmente la rovesciata più famosa del calcio italiano. Ma pochi sanno che quell'acrobazia del celebre Carlo Parola fu un rinvio difensivo. Quando Massolo sbaglia l'uscita, Ivan Marconi è fermo, ma quando Chiricò colpisce di testa, il difensore rosanero corre verso la porta. Probabilmente Marconi non sa nemmeno chi è Carlo Parola, ma esteticamente in quel momento sembra conoscerlo perfettamente, perché Marconi colpisce in acrobazia la palla e riesce a sputarla fuori dalla porta all'ultimo centimetro disponibile.

Il Padova continua a cercare sbocchi per attaccare, ma quell'occasione scuote la retroguardia del Palermo, e aumenta la compattezza. Prima dell'intervallo una sola occasione per il Padova, un colpo di testa di Santini fuori di poco. Nel secondo tempo la musica è ben diversa, perché i padroni di casa alzano il baricentro e cercando di assediare a tutti gli effetti la metà campo rosanero. In contropiede il Palermo trova sempre Valente, che sembra correre con un motorino sulla schiena per la quantità infinita di scatti. Donnarumma smanaccia su un tiro cross di Valente diretto verso il centro su Soleri, poi il portiere padovano, fratello di Gigio, subisce una bella bacchettata in pieno petto da Damiani in seguito a uno scontro di gioco: il centrocampista rosanero arriva in scivolata ma colpisce la palla e poi travolge Donnarumma. Cartellino giallo e squalifica in vista del ritorno. Chiricò va vicino al pareggio con il destro, ma calcia alto a pochi metri da Massolo. Luperini prova a chiudere i discorsi in semi-rovesciata ma strozza la conclusione e calcia fuori. Insomma, si va da una parte all'altra. Non ci sono più schemi, si attacca e si difende per inerzia. Il Palermo soffre particolarmente nelle palle inattive, ma Massolo risponde presente quando chiamato in causa. Al minuto 93 Crivello protegge un pallone verticale, lo accompagna fuori mentre Gualtieri porta il fischietto alla bocca e chiude il primo atto della finale.

Una notte da sogno per la squadra di Baldini, che arriva alla gara di ritorno al Barbera con due risultati utili a disposizione. Una settimana dopo basterà un calcio di rigore di Brunori per chiudere definitivamente i conti e mandare il Palermo in Serie B, ma quel salvataggio di Marconi è destinato a diventare una diapositiva indelebile nella mente e nei ricordi di tutti i tifosi rosanero.

Quando un centimetro, e la voglia di rievocare a tutti le celebri figurine, ipotecò un sogno a tinte rosa e nero.