Palermo, l’ex Delio Rossi: “Quanto affetto dai tifosi rosanero! Cavani un fenomeno, dopo quella finale di Coppa Italia…”

Delio Rossi resterà per sempre un simbolo

Palermo

Delio Rossi resterà impresso nella memoria dei tifosi del Palermo per l’eternità.

Rauti: “Saremo la mina vagante dei playoff, devo lavorare su un aspetto. Modello? Non ho nessun dubbio”

Il tecnico romagnolo con il suo approdo sulla panchina rosanero nell’ormai lontano 2009 portò una ventata di novità grazie al gioco spumeggiante offerto e alla conquista di quella finale di Coppa Italia. Lo stesso allenatore, bisogna ricordare fermamente, che andò a un passo dalla qualificazione in Champions League sfumata proprio a due giornate dal termine del campionato. Delio Rossi è rimasto davvero legato a Palermo, a confermarlo le sue dichiarazioni nel corso dell’intervista concessa a ‘Il Giornale di Sicilia’. Eccone uno stralcio.

Palermo, Rauti in cerca di riscatto: stagione deludente per l’ex Torino, a digiuno da un girone intero

“Percepisco questo affetto ancora oggi e certe volte mi stupisco. Nel senso che in fondo a Palermo non ho vinto. Ci sono andato vicino ma non ho vinto, a differenza di altri allenatori. Ritorno sulla panchina rosanero nell’aprile del 2019? Non so cosa successe, ma fu una porcata. Dovevamo fare i play-off, e se fossimo andati in Serie A forse il fallimento sarebbe stato evitato. Foschi mi chiese di tornare e io non potevo dire di no. Ci vietarono i play-off per cose che si riferivano ad anni prima, ma sarebbe stato più coerente non ammetterlo al campionato. Palermo di oggi? Non è facile, intanto vincere la Serie C. Finale di Coppa Italia? Mi commossi perché sapevo che non sarei restato a Palermo, Zamparini aveva altri progetti. Avrei voluto lasciare un trofeo, oltre al bel ricordo. Giocatori di talento ne avevamo tanti, Cavani aveva straordinarie qualità. Poteva fare una partita e il giorno dopo farne un’altra. Non ho mai capito perché Zamparini lo abbia ceduto a un club come il Napoli che in quei tempi stava sotto il Palermo. Anche Ilicic, Pastore, Miccoli e Kjaer erano fortissimi. Hernandez avrebbe meritato una carriera migliore. Ma la forza di quel Palermo era lo zoccolo duro di Balzaretti, Cassani, Migliaccio, Liverani, quei giocatori che consentivano ogni anno a Zamparini di cedere i più richiesti”.

page1image4227674880

 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy