Palermo, l’avv. Di Ciommo è ottimista: “Abbiamo tanti argomenti a nostro favore. TAR? Vi spiego cosa è successo”

Il legale del club rosanero spiega i punti salienti della memoria difensiva che presenteranno davanti ai giudici della Corte Federale d’Appello domani a Roma

Abbiamo tanti argomenti a nostro favore“.

Questo il pensiero di Francesco Di Ciommo, legale del Palermo, che si è aggiunto da poche settimane al pool di avvocati del club rosanero. L’esperto di diritto sportivo, intervistato da TGS, ha parlato di quello che avverrà domani nel corso dell’udienza che si svolgerà Roma presso la Corte Federale d’Appello, soffermandosi in maniera particolare sui punti salienti della memoria difensiva: “Innanzitutto il deferimento della Procura federale, arrivato tardivamente rispetto ai fatti contestati. Un altro punto importante è quello che riguarda il deferimento di Zamparini, ritenuto inammissibile – ha spiegato Di Ciommo -. Da questa decisione deriva una diretta conseguenza: non si può condannare per responsabilità diretta il Palermo, se non si è prima condannato il soggetto, ovvero Zamparini, che ha posto in essere il deferimento stesso. Ma c’è dell’altro: l’anno scorso la Procura ha accusato Chievo e Cesena di aver falsato i bilanci per 3 anni, attraverso plusvalenze fittizie: in quel caso vennero chiesti 15 punti di penalizzazione per gli illeciti amministrativi, mentre per il Palermo è stato chiesto l’ultimo posto in classifica: una differenza enorme che equivale ad una doppia retrocessione visto che il Palermo era in corsa per la Serie A“.

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Di Ciommo ha poi spiegato per quali motivazioni il Palermo non ha presentato ricorso al TAR, cosa che invece ha fatto il Foggia: “Il motivo è semplice, il Foggia ha impugnato la delibera del direttivo della Lega di B, con la quale sono stati annullati i play-out. Noi avevamo una situazione completamente diversa, noi avevamo da impugnare la decisione del Tribunale Federale Nazionale della Figc di primo grado. Potevamo andare soltanto dinanzi la Corte Federale d’Appello – ha concluso il legale esperto di diritto sportivo -. Sono due situazioni completamente diverse“.

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