Palermo, l’analisi di Arcoleo: “A Stellone, Foschi e alla squadra va tutta la mia stima. Contro il Perugia…”

Palermo, l’analisi di Arcoleo: “A Stellone, Foschi e alla squadra va tutta la mia stima. Contro il Perugia…”

L’analisi di Ignazio Arcoleo, ex calciatore ed allenatore del club rosanero, tra campo e crisi societaria in vista della sfida che vedrà il Palermo affrontare il Perugia in trasferta

Cambiare tutto per non cambiare niente, così diceva Tancredi nel Gattopardo di Tomasi di Lampedusa, a significare che la sostanza delle cose in Sicilia è destinata a non cambiare radici

Così si apre la consueta analisi dell’ex calciatore ed allenatore del club rosanero Ignazio Arcoleo, il quale, sulle colonne dell’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, spiega il momento dei siciliani tra campo e crisi societaria in vista dell’importante sfida valevole per il torneo di Serie B che attende il Palermo di mister Roberto Stellone sul campo del Perugia di Alessandro Nesta sabato pomeriggio alle ore 15:00. Di seguito le parole dell’ex centrocampista e tecnico palermitano sull’argomento.

Era il 20 gennaio del 1996 quando il mio mitico Palermo dei ‘picciotti’ affrontò la Reggiana di Ancelotti in una sfida al vertice della classifica. La partita fu giocata in modo perfetto e spettacolare da entrambe le parti e finì in parità 0-0. Al termine della gara, per la prima volta, sentii alcuni fischi di dissenso provenire dalla tribuna e ci rimasi malissimo, dal momento che i miei ragazzi avevano profuso come sempre il massimo impegno per vincere. In sala stampa, così come ha fatto Stellone l’altra sera dopo il pari con la Salernitana, dissi le stesse parole: stiano a casa coloro che vanno allo stadio per fischiare la squadra quando non vince. Una frase forte, detta per proteggere i risultati fin qui ottenuti che dicono che questo gruppo, come quello mio di allora, è ancora virtualmente in Serie A. Il Palermo di Foschi e Stellone, come quello che ho guidato io, ha alle spalle una società con problemi economici che incidono nella testa dei giocatori in modo negativo per le prospettive future. Un fatto che è sotto gli occhi di tutti. Il grido di dolore di Bellusci è stato un atto di amore rivolto alla città intera per evidenziare la fragilità della squadra al cospetto di problemi extracalcistici che possono essere superati con l’aiuto di tutti, dei tifosi e non solo.

Alla squadra, a Stellone e Foschi va tutta la mia stima per gli ottimi risultati fin qui ottenuti nella consapevolezza che, al di là di tutto, lotteranno fino in fondo per andare in A. La prossima partita a Perugia rappresenta un’ennesima tappa fondamentale per dare la svolta a questo periodo di difficoltà. Alessandro Nesta si ritrova una squadra con il morale alle stelle per exploit esterno sull’Ascoli, ed una settimana di sosta per fare una corretta preparazione fisica e tattica con i rosanero. Il suo Perugia gira attorno a Verre, vertice avanzato del rombo di centrocampo che ha in Bianco il regista difensivo davanti ai 2 centrali Cremonesi e Gyomber, e con Dragomir e Michael ai lati rendere fluida e rapida la circolazione del gioco volta a trovare spazi e tempi di imbucata per le punte Vido ed Sadiq. Nesta ha in panchina Han e Falzerano, uomini offensivi rapidi e veloci. Un test duro che Bellusci e compagni possono superare se scenderanno in campo con la carica giusta“.

(Palermo: squadra in ritiro a Roma per preparare la gara di Perugia, Stellone…)

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