Claudio Gomes è sempre più un perno del centrocampo del Palermo di Eugenio Corini che punta alla promozione in Serie A: l'ex Psg tra i calciatori più stimati ed impiegati dal tecnico rosanero
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Schermo davanti la retroguardia votato a filtrare ed arginare lo sviluppo della manovra avversaria, interno dinamico e sagace sul piano tattico, bravo in pressione sulla sfera e nella cucitura della manovra, impiegabile all' occorrenza anche da mezzala. Claudio Gomes, gioiello di casa City, è uno dei giocatori più apprezzati e stimati dal tecnico Eugenio Corini. Ago della bilancia ed equilibratore sul piano tattico, tra gli elementi più impiegati dal coach di Bagnolo Mella proprio per affidabilità e continuità di rendimento. Il jolly di centrocampo francese si è raccontato nel corso di un'intervista esclusiva concessa a "La Repubblica-Palermo".
CAMBIAMENTI - "l City Group è una grande famiglia, ma Palermo è la mia nuova casa e con questa maglia voglio andare in serie A. Corini e Guardiola? Due grandi allenatori che vogliono giocare bene per vincere e che trasmettono energia alla squadra. Quest'anno sono cambiate molte cose: Il campo di allenamento, l’arrivo di nuovi di giocatori come Lucioni e Insigne che danno molti consigli e il fatto che ognuno sa dove vuole arrivare. Mangiamo insieme, ci vediamo fuori dal campo, si sta creando una bella atmosfera. Siamo una grande famiglia. E il fatto che siano arrivati giocatori stranieri è positivo anche per me, perché si parla anche in inglese e in francese e anche gli italiani fanno uno sforzo per comunicare con gli altri". CORINI E RUOLO - "Gli elogi di Corini nei miei confronti? È un piacere ricevere queste parole dal tuo allenatore e una fiducia che devo ripagare. Gioco dove vuole Corini. Certamente mi trovo a mio agio davanti alla difesa, dove ho giocato negli ultimi 5-6 anni, ma so bene che posso esprimermi anche da mezzala. La questione più importante non è dove giochi, ma come lo fai. Se mi sento più un giocatore del CFG o del Palermo? Sono un giocatore del Palermo, non c’è dubbio. So che il City è una grande famiglia e sono contento di farne parte, ma sono concentrato solo sul Palermo. Non dobbiamo dimenticare la scorsa stagione, da cui abbiamo imparato tanto. Io sogno di giocare in A, è l’obiettivo di ognuno di noi, del club e dei tifosi. Tutti vogliono il Palermo in serie A, perché quello è il suo posto. Corini e Guardiola approcciano le partite in modo diverso, perché ogni allenatore ha un suo modo di concepire il calcio, ma tutti e due, oltre ad essere ottimi allenatori, amano giocare bene per vincere e trasmettono energia al gruppo". CITY GROUP E GIOVANI TALENTI - "È indubbio che lavorano molto bene con i ragazzi. Li formano, li seguono, danno loro dei consigli e continuano a dar loro opportunità. Talvolta capita che alcune persone del gruppo seguano dei calciatori negli altri club, come il Palermo o il Girona. Quando sono arrivato ero molto giovane, ma ho giocato e mi hanno dato fiducia. Ritiro a Manchester? È stato bello tornare a casa, anche se la mia adesso è il Palermo. Ho raccontato ai miei compagni e allo staff come funzionava il centro sportivo. Adesso abbiamo Torretta, fondamentale se vuoi costruire qualcosa di grande, perché quando ti senti a casa non pensi ad altro. Siamo tutti felici di avere buoni campi e buoni servizi".
CENTROCAMPO E PALERMO - "Compagni di reparto e alternanza con Stulac? Certamente, è un piacere giocare con un ottimo calciatore come Leo. Abbiamo un bel rapporto e la concorrenza ci aiuta a dare il massimo non solo in partita ma anche nell’allenamento. Rapporto con la gente di Palermo? Mi piace essere vicino ai tifosi, perché ogni settimana ci danno amore e vivono per questo club. Quando mi trovo fuori parlo spesso con loro e a volte regalo una maglia. Del resto ci sostengono in 30mila in casa e anche fuori, come i 4mila che erano a Modena. La mia vita in città? Non posso dire di avere dei luoghi preferiti, perché mi muovo ovunque. Certo il clima aiuta molto e anche il mare di Mondello. Possiamo dire che anche fuori dal calcio abbiamo tutto per esprimerci al meglio. Parigi e Palermo sono due città molto diverse, la prima è una metropoli, ma Palermo è molto più calda e accogliente. Anche se il Foro Italico pieno di ragazzi che giocano, mi ricorda i prati del quartiere parigino della Villette"..
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