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PALERMO, ITALY - AUGUST 09: Jeremy Le Douaron of Palermo FC during Pre-Season Friendly match between Palermo FC and Machester City FC at Stadio Renzo Barbera on August 09, 2025 in Palermo, Italy. (Photo by Maurizio Lagana/Getty Images)
Il Palermo pareggia in casa con la Juve Stabia, interrompendo di fatto la propria striscia di vittorie casalinghe a nove gare. Un pari che profuma di sconfitta vista l’ottima reazione dei rosanero nel secondo tempo, dopo una prima frazione sotto ritmo e macchinosa. Dopo aver rimontato l’iniziale vantaggio stabiese, la squadra di Abate ha trovato il definitivo pari con il gol di Mosti, gelando il Barbera che pregustava già i tre punti e una reazione immediata. Si può parlare di reazione alla batosta subita a Monza? In parte si, in parte no. Il Palermo nel primo tempo ha provato subito a fare la partita. Anche le scelte di Inzaghi viravano verso quella direzione, con Johnsen in campo al posto di Le Douaron per dare maggiore brillantezza ed estro alla trequarti rosanero. La Juve Stabia cercava di ragionare con il pallone tra i piedi, ma in alcuni frangenti il pressing del Palermo non concedeva sbocchi alla manovra. Molto curiosa la pressione e le marcature scelte da Inzaghi.
La scelta è molto particolare, perché Ceccaroni e Bereszynski uscivano alti in pressione sulle mezz’ali, concedendo a Bani l’uno contro uno con il suo avversario. Non sempre questa pressione avveniva in sincronia, e da uno di questi sviluppi la Juve Stabia ha confezionato l’azione che ha portato al vantaggio. Bisogna però parlare anche di questa Juve Stabia, arrivata a Palermo per ritrovare risultati e continuità di prestazioni dopo la flessione dell’ultimo periodo. La squadra di Abate ha giocato una gara attenta, lucida e ordinata per larghi tratti. Grandissima prestazione di Okoro contro Bani, anche se poi l’esperienza del capitano rosanero ha prevalso nella ripresa, così come va sottolineata la prova di Giuseppe Leone. Si parla troppo poco di questo centrocampista, ma quasi tutti i palloni giocati dalle vespe hanno un suo sigillo. È sempre nel vivo dell’azione, si smarca alla grande e giostra tutta la manovra stabiese. Forse l’errore principale della gara del Palermo è stato proprio quello: la troppa libertà concessa al play della Juve Stabia, anche se nel primo tempo è mancato praticamente tutto.
Si cercava sempre l’uscita palla verso Augello, ma da sinistra non arrivavano cross, merito dei raddoppi voluti da Abate. Un primo tempo a tratti cestistico, con una squadra compatta per difendere e l’altra a scambiarsi la palla in orizzontale senza entrare in area. Una volta i rosanero sono riusciti a rendersi pericolosi da sinistra: cross di Palumbo e traversa di Segre di testa. Il primo tempo finisce lì. Nel secondo tempo sembra esserci un’energia diversa. Inzaghi ha inserito Le Douaron al posto di Bereszynski, e la partita si è stravolta nel giro di dieci minuti. Difficile parlare di tattica nella ripresa, perché per lunghi tratti si gioca attacco contro difesa, però la Juve Stabia trovava sempre il modo di costruirsi le occasioni per ripartire. Con l’ingresso di Rui Modesto al posto di Blin, Inzaghi passa a un coraggioso - decisamente offensivo - 4-4-2, e il Palermo lì ha cominciato a sviluppare con continuità. Nel giro di dieci minuti, a ridosso dell’ora di gioco, i due graffi che hanno ribaltato la partita: prima il rigore realizzato dal solito, spietato, Pohjanpalo, staffilata di destro a spiazzare Confente. Qualche minuto dopo il tap-in a porta vuota di Bani, dopo un’azione caotica nata da un corner corto di Augello, con l’ausilio di Ceccaroni. La partita in quel momento sembrava in ghiaccio, come contro il Mantova. Una squadra frizzante, vivace e in vantaggio.
Come detto prima però, la Juve Stabia ha trovato sempre il modo per rendersi pericolosa, e su una sgasata laterale di Cacciamani, Mosti si stacca sul secondo palo, approfitta dell’errore di Augello e Ceccaroni e fredda Joronen. Nel finale i rosanero hanno provato in tutti i modi a riaffacciarsi dalle parti di Confente, ma è mancata precisione e cinismo nel concretizzare i pochi palloni capitati nell’area di rigore. Il pareggio del Monza a Reggio Emilia aumenta il rammarico per il risultato, e anche la prestazione dei rossonero diventa argomento di analisi. Durante la partita la squadra non è riuscita a essere lucida e concreta, e questo problema sta diventando ricorrente. Anche a Monza le catene laterali erano il vero fulcro del gioco, ma continua a mancare pulizia tecnica e imprevedibilità. Inzaghi ha provato ad aggiungere estro con Johnsen, ma il norvegese non è mai riuscito a trovare la sua posizione in campo. La Juve Stabia conquista un punto prezioso per continuare a stanziare nella zona play-off, mentre per i rosanero la promozione diretta si allontana sempre di più. In vista del rush finale il Palermo deve ritrovare sé stesso e ritrovare risultati e continuità per conquistare il terzo posto. Attenzione a quella soluzione alternativa adoperata da Inzaghi nel secondo tempo perché potrebbe essere un punto di svolta del rush finale del Palermo.
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