Palermo, con la C buco di 30 milioni: diritti tv azzerati e pochi giocatori con cui far cassa

Palermo, con la C buco di 30 milioni: diritti tv azzerati e pochi giocatori con cui far cassa

Il club di viale del Fante, qualora dovesse essere confermata la retrocessione in Serie C, dovrà far i conti con il drastico calo dei ricavi

Se già negli anni passati la retrocessione in Serie B è stata paragonata ad un «bagno di sangue», per il Palermo il salto in terza serie potrebbe essere peggio, con un buco di quasi trenta milioni rispetto ad un anno fa“.

Apre così l’edizione odierna de Il Giornale di Sicilia evidenziando le difficoltà economiche con cui dovrebbe fare i conti il Palermo qualora dovesse esser confermata la Serie C. Lo scorso 13 maggio il Tribunale Federale Nazionale ha sancito la retrocessione dei rosanero nella terza serie a causa di presunti illeciti amministrativi che avrebbero permesso al club di viale del Fante di iscriversi a tre campionati. La decisione finale arriverà mercoledì prossimo con la Corte Federale d’Appello che si esprimerà in merito alla vicenda.

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Per ben comprendere cosa accadrebbe dal punto di vista economico, il quotidiano sopracitato, prova a paragonare i rosanero al Lecce che ha già affrontato il dispendioso campionato di Serie C, con i tifosi e gli incassi dei botteghini che diventano quasi determinanti, visti i piccoli ricavi che derivano dai diritti tv: “Perché in Serie C servirebbe veramente un miracolo sul mercato per portare il proprio fatturato a dieci milioni di euro. Non ci è riuscito il Lecce, che pure nel 2018 ha avuto il record di abbonati con 6.649 tessere staccate (a Palermo ne vennero emesse di meno persino nell’ultimo anno in Serie A…) e si è potuto permettere un monte ingaggi da top team della categoria. Eppure i ricavi della società salentina, in Lega Pro, non andavano oltre i 4 milioni di euro, con costi pari a circa 8 milioni“.

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Il rischio, confrontando i fatturati delle passate stagioni del Palermo, è quello di trovarsi davanti ad un buco di circa 30 milioni. In tutte le voci del bilancio il Palermo andrebbe incontro ad un abbattimento delle entrate. Nel 2018 il Palermo ha incassato circa 800 mila euro dal botteghino (compresa la percentuale da ospite) e altri 300 mila euro di proventi pubblicitari, ma al momento sarebbe difficile pareggiare questi numeri anche considerando che probabilmente con la retrocessione in Serie C il pubblico potrebbe tendere a diminuire ancora.

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La retrocessione equivarrebbe anche a dire addio al milione e mezzo di ricavi televisivi e, per quanto riguarda gli introiti commerciali, il club è già vincolato all’accordo con Damir srl che ha salvato la società dalla penalizzazione per la scadenza Covisoc di febbraio, con l’immissione immediata di 2,8 milioni. Soldi già usati, dunque nelle casse societarie potrà entrare qualcosa solo al raggiungimento di determinate soglie (a partire da 1,5 milioni), che in Serie C appaiono a dir poco complesse. Tolti questi introiti e ridotta ai minimi termini la quota di diritti tv (che si aggira tra i 100 e i 200 mila euro più i contributi di Lega per lo sviluppo dei giovani, realisticamente altri 500 mila euro), appare evidente come la retrocessione possa trasformarsi in un incubo a livello economico, specialmente per una società che nel 2018 ha sostenuto 22 milioni di costi per il personale (dunque giocatori, allenatori e dipendenti) e quasi 43 milioni di costi in totale, cifre ridotte solo in piccola parte“.

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Infine complicato sarebbe anche far cassa, o quantomeno ridurre le spese, con i giocatori presenti in rosa. Con la retrocessione nella terza serie, infatti, il valore complessivo della rosa diminuirebbe considerevolmente e, nonostante i contratti in scadenza, resterebbe ugualmente difficile abbassare il monte ingaggi della squadra. L’unico calciatore col quale il Palermo potrebbe ottenere una discreta somma resta il solo Nestorovski. In buona sostanza bisognerebbe smantellare quasi integralmente la rosa per cercare di ottenere circa una decina di milioni, attenuando così il brutto impatto con la Serie C, ma a quel punto i 30 milioni che dovrebbe investire la nuova proprietà potrebbero non esser più sufficienti per sostenere un torneo così povero e con così pochi ricavi…

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