Palermo-Biancavilla 3-5 D.C.R.: Santana risponde a Marcellino, la lotteria dei rigori premia gli ospiti. Rosa out dalla Coppa Italia

Palermo-Biancavilla 3-5 D.C.R.: Santana risponde a Marcellino, la lotteria dei rigori premia gli ospiti. Rosa out dalla Coppa Italia

Prima amarezza stagionale per la compagine di Rosario Pergolizzi: il Biancavilla conquista la qualificazione al turno successivo della Coppa Italia di Serie D imponendosi ai calci di rigore dopo il pari maturato nei tempi regolamentari

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L’esordio in Coppa Italia dilettanti contro il Biancavilla porta in dote la prima delusione della stagione in casa rosanero. La coriacea compagine ospite riesce ad imporsi sui padroni di casa ai calci di rigore dopo il pari maturato al termine dei tempi regolamentari.   La compagine guidata da Rosario Pergolizzi ha pagato una marcata mancanza di precisione e concretezza in fase di finalizzazione, troppe le occasioni da rete sprecate, unitamente al massiccio ricorso al turnover che ha complicato la ricerca di sincronismi e automatismi collettivi in seno all’undici rosanero. Gara ufficiale, Palermo sperimentale. Pergolizzi ha voluto cogliere l’occasione per testare attitudini e condizione di coloro che avevano fin qui avuto meno spazio, mutando a più riprese assetto tattico nel corso del match. La prodezza balistica di Marcellino ha stappato la gara in favore degli ospiti, l’acuto di Santana all’alba della ripresa ha riequilibrato le sorti del match. Raggiunto il pari, il Palermo non è più riuscito a far breccia in modo lineare ed efficace nel dispositivo difensivo del Biancavilla. La lotteria dal dischetto ha premiato lucidità e freddezza dei calciatori ospiti, con il Palermo che ha pagato a caro prezzo gli errori di Juan Mauri e Crivello.  Qualche difficoltà, in virtù dell’impegno infrasettimanale e delle numerose novità in sede di formazione, era ampiamente preventivabile. Tuttavia, l’eliminazione al primo turno della competizione costituisce un dazio piuttosto salato per la compagine di Pergolizzi. Epilogo inatteso e fastidioso, soprattutto perché maturato al “Renzo Barbera”, al cospetto di un complesso ostico ma certamente alla portata della formazione rosanero.

Novità in termini di interpreti e contestualmente di collocazione dei singoli nello scacchiere iniziale proposto dal tecnico.

Davanti all’estremo difensore Fallani, Accardi  è stato schierato da esterno basso a destra con Vaccaro sul versante opposto, Crivello ha composto con Peretti la coppia centrale completando il reparto arretrato. Juan Mauri, non brillante la sua prestazione, ha provato a fungere da playmaker basso, Langella e Ambro hanno agito da intermedi ai suoi fianchi. Tridente offensivo atipico e privo di terminali di riferimento: Ficarrotta parte largo a destra, Santana e Rizzo Pinna si alternano nel ruolo di falso nueve.  Il Palermo è un po’ troppo scolastico e compassato nella tessitura della manovra: la squadra di casa arriva bene sull’esterno ma manca di peso specifico e profondità nel cuore dell’area. Il Biancavilla, ordinato e molto attento a densità e copertura degli spazi, non punge ma gestisce con una certa disinvoltura la fase di non possesso. Il jolly di pregevolissima fattura balistica pescato da Marcellino, destro all’incrocio dei pali da circa trenta metri, spariglia le carte, scuotendo nervi ed orgoglio degli uomini di Pergolizzi. Santana si incunea bene in area dopo un uno-due ma calcia largo con il destro. Ficarrotta pettina la sfera con l’esterno e regala un assist magico a Rizzo Pinna che alza incredibilmente la mira da due passi a portiere battuto. Lo stacco di Santana in arretramento è lodevole ma la sfera si perde alta. L’argentino regala un velo d’alta scuola che libera ancora Rizzo Pinna su invito del solito Ficarrotta: l’ex primavera dell’Atalanta tergiversa oltremodo e calcia centralmente addosso al portiere ospite.

I cambi operati da Pergolizzi ad inizio ripresa sembrano innestare il turbo al Palermo: Doda e Martinelli rilevano Vaccaro e Rizzo Pinna ed i rosanero si dispongono con un 4-3-1-2. Ambro si inventa trequartista a supporto del tandem Santana-Ficarrotta. Martinelli conferisce ritmo, piede e sostanza diversa in mezzo al campo, da un cross al bacio dell’ex Brescia nasce il gol del pari, con Santana bravo ad incornare con precisione e battere Anastasi.  Nonostante l’argentino cresca alla distanza, creando spesso superiorità numerica nell’uno contro uno, le trame ben imbastite dall’undici di Pergolizzi si dissolvono regolarmente all’atto della rifinitura decisiva. Il tecnico rosanero getta nella mischia Lucera per Langella, Ambro torna intermedio ed il Palermo si risistema con il 4-3-3. Ficarrotta e Lucera stanno molto larghi, Santana riprende a muoversi da terminale di manovra, l’auspicio è quello di allargare le maglie serrate della difesa ospite. Un acuto di Martinelli viene arginato dall’uscita bassa provvidenziale di Anastasi, Ficarrotta alza la mira al culmine di una gradevole combinazione palla a terra. Il tecnico di casa gioca le carte Lancini e Corsino in luogo di Accardi ed Ambro. Proprio Corsino taglia con il tempo giusto sull’invito di Martinelli ma calcia a lato da buona posizione. Ficarrotta punta l’uomo e mette palloni in mezzo a ripetizione, ma i centrali del Biancavilla fagocitano e murano agevolmente, prevalendo sistematicamente nel gioco aereo. L’assenza di un centravanti di ruolo, con Ricciardo a rifiatare ai box nella circostanza, si è notata non poco in quella specifica situazione di gioco. Giunti alla lotteria dei calci di rigore, l’emozione ha probabilmente tradito Juan Mauri, apparso un po’imballato, talvolta impreciso, fin troppo cadenzato nella distribuzione della sfera. L’argentino ha calciato a lato il suo penalty, Crivello, autore dell’altro errore decisivo dagli undici metri, ha alzato troppo la mira con la sfera che ha sorvolato ampiamente la traversa. La gara di oggi, a suo modo e al netto delle particolari contingenze, è stata uno spot estremamente esplicativo in merito alla tipologia di difficoltà che il Palermo potrà affrontare nel corso del cammino in campionato. Al cospetto di un avversario tignoso, brillante sul piano agonistico e atletico, particolarmente attento alla cura dei dettagli nell’organizzazione della fase difensiva, non è impresa agevole prevalere. Anche in presenza di una maggiore cifra tecnica complessiva. La rotazione degli interpreti e la contestuale rinuncia a diversi titolari nella composizione dell’undici iniziale non possono costituire l’alibi per eccellenza. Una squadra che punta a vincere il campionato deve disporre di una rosa profonda e competitiva nel suo insieme. Dotata di prime alternative in grado di ben figurare con avversari di pari livello in una competizione che non rappresenta comunque in questa stagione un obiettivo prioritario. Al Palermo visto oggi contro il Biancavilla è mancata a tratti l’intensità, la lucidità in sede di rifinitura, la giusta dose di concretezza in fase di finalizzazione. Una squadra che ha sviluppato una considerevole mole di gioco senza quasi mai riuscire a capitalizzare con profitto le trame imbastite. Al netto degli ovvi disagi in termini di affiatamento e coralità figli dell’ampio turnover, la sensazione è che la compagine rosanero abbia ancora notevoli margini di miglioramento sul piano della condizione fisica e della forma mentis, in termini collettivi e individuali. Criticità fisiologiche e comprensibili in questo primo scorcio di stagione. Urge archiviare l’infelice parentesi odierna e proiettarsi con la mente all’insidiosa trasferta di domenica prossima a Locri contro il Roccella.

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