Le dichiarazioni del noto procuratore ed ex centrocampista del Palermo, Beppe Accardi, sul percorso della squadra di Corini in Serie B
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Muscoli, carattere e personalità. Il Palermo batte in rimonta il coriaceo Sudtirol di Bisoli, con un secondo tempo giocato ad altissima intensità in cui è riuscito a ribaltare il risultato e rimediare allo svantaggio rimediato nella prima frazione. Nonostante la formazione di Corini abbia di fatto menato le danze din dai primi minuti di gioco, Brunori e compagni non erano riusciti a far breccia nella granitica densità altoatesina prima dell'intervallo. La squadra di Bisoli aveva difeso con ardore ed ordine, azzerando o quasi direttrici di passaggio e spazi fruibili per lo viluppo delle trame offensive rtosanero, chiudendo addirittura i primi quarantacinque minuti in vantaggio grazie ad una prodezza balistica di Ciervo da circa ventidue metri. Poi la reazione veemente e furiosa, ma lineare e ragionata calcisticamente, del Palermo di Corini, che prima ha riequilibrato il punteggio con Ceccaroni, quindi ha effettuato il sorpasso in prossimità del traguardo, con la splendida torsione aerea di Aurelio su cross di Henderson. Vittoria pesantissima in chiave numerica e psicologica come conferma Beppe Accardi, ex calciatore rosanero ed oggi noto procuratore sportivo, ai microfoni di TMW.
"Domenica dopo domenica la squadra di Corini acquista autostima. Vincere questa sfida non era semplice, il Sudtirol è una squadra guerriera. Il Palermo è stato costruito per fare qualcosa di importante – prosegue l’agente – e, con i dovuti scongiuri, ritengo questo è l’anno buono per tornare in Serie A”.
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