Marsala-Palermo 0-1: Hera Hora di Lucera, il giovane talento palermitano firma gol e prima vittoria…

Marsala-Palermo 0-1: Hera Hora di Lucera, il giovane talento palermitano firma gol e prima vittoria…

Il primo sorriso del nuovo corso giunge al culmine di una sceneggiatura che rasenta la perfezione: un giovane talento nato nel capoluogo siciliano firma il gol della vittoria del Palermo targato Mirri-Di Piazza. Il valore delle radici mette le ali ai rosa…

Commento

di Leandro Ficarra

Radici e ali. Principi fondanti non solo di un video e di una campagna promozionale. Valori cardine di una nuova filosofia, etica, gestionale e imprenditoriale. Il Palermo di Hera Hora voleva ripartire proprio da quelle basi. La storia come patrimonio di un’identità calcistica longeva e gloriosa. Il senso di appartenenza ai colori sociali, la fierezza e l’orgoglio di rappresentare e valorizzare risorse ed eccellenze del territorio. Concetti forti e trascendenti, volani generatori di una fede laica, il calcio, che non conosce confini, categorie, compromessi. Bontà e lungimiranza delle scelte di proprietà e dirigenza in ambito tecnico-sportivo verranno valutate a medio termine, ma un risultato estremamente significativo il binomio Mirri-Di Piazza l’ha già conseguito. Ricreare elettricità ed entusiasmo attorno al club, e di conseguenza alla squadra, era impresa non semplice e tutt’altro che banale. Condivisione totale e trasparenza in termini comunicativi, adottate nell’iter di rifondazione e rivoluzione del percorso societario, hanno conquistato la fiducia della gente. A scatola chiusa, o quasi. Adesso, ovviamente, proprietà, dirigenza e staff tecnico dovranno dimostrare come e quanto la fiducia sia stata ben riposta. Commutando romanticismo, poesia e propositi in fatti concreti, riscontri oggettivi che dal rettangolo verde arrivino fino al cuore della gente. Il primo step del percorso agonistico del nuovo Palermo di Rosario Pergolizzi è stato caratterizzato da un’evoluzione fortemente simbolica e suggestiva. Quasi un segno del destino: il prodotto della cantera, ripescato dalle ceneri della vecchia gestione, che con la freschezza dei suoi quasi diciannove anni entra e decide il match di Marsala. Raimondo Lucera, palermitano DOC, match winner e uomo derby. Lui, emblema delle radici del club, che mette le ali al nuovo Palermo.

Hera Hora di Lucera. Sembra un’azzeccata appendice dello spot promozionale, minuziosamente sentito e ricercato, all’atto dell’acquisizione del titolo sportivo da parte del duo Mirri-Di Piazza. La realtà, nella fattispecie, si è dipanata secondo i palpiti del cuore di chi ha investito anima e capitali in questa nuova avventura. Il primo gol della rinascita rosanero, così come il primo successo ufficiale della nuova era calcistica del capoluogo siciliano, rigorosamente griffato made in Palermo.

L’impatto con la Serie D è stato come da previsioni della vigilia. Ostico e complesso. A primo acchito, però, l’intelaiatura della rosa a disposizione di Pergolizzi pare di notevole spessore per gli standard della categoria. Il tecnico rosanero ha impostato il match all’insegna del pragmatismo e dell’equilibrio. Consapevole del livello di condizione psicofisica dei suoi uomini, non ancora tarato su parametri ottimali. Più che a un definito 4-3-3, l’assetto iniziale del Palermo, con Rizzo Pinna e Santana entrambi in panchina,  era assimilabile ad un dispositivo ibrido e piuttosto elastico. Il rombo originario ricalcava talvolta un classico 4-4-2 in relazione al raggio d’azione di Kraja e Martinelli. Il primo tempo dei rosanero è stato autorevole e giocato con discreta intensità. Martin, seppur con passo cadenzato, ha dettato tempi e tracce della manovra con fosforo e sagacia tattica non comuni in questa categoria. Doda ha spinto con buona continuità sulla catena di destra supportato da Langella, il capitano Martinelli si è adattato, con abnegazione e sostanza, partendo da intermedio incursore, ma scalando sovente largo sul binario opposto. Kraja ha fatto legna, legato il gioco e macinato chilometri, talvolta da interno puro,  a tratti da elastico tra le linee, Felici ha cambiato spesso passo e posizione nel ruolo di seconda punta a fianco di Ricciardo. Il bomber ex Cesena non è parso brillantissimo nel dare profondità e riferimento alla squadra nelle vesti di terminale offensivo. Il Palermo ha comunque tenuto in mano il pallino del gioco, con ordine e linearità ma non sempre in maniera fluida e precisa. Numerose le chance per passare nella prima frazione: una percussione di Doda che non ha trovato la giusta misura al momento dell’assist, un bel sinistro di Martin bloccato da Russo, un destro di Felici respinto con i piedi dall’estremo difensore di casa. Proprio una percussione irresistibile dell’attaccante 2001 di proprietà del Lecce ha costretto Lorefice al presunto fallo in area che l’arbitro ha ritenuto di sanzionare con l’assegnazione del calcio di rigore. Il penalty, che poteva mutare anzitempo contingenze ed inerzia tattica della gara, viene calciato non benissimo da Ricciardo che si fa neutralizzare la conclusione da Russo. Bravo il portiere marsalese ad intuire la battuta, angolata ma debole, del centravanti rosanero e vanificare la ghiotta chance per gli uomini di Pergolizzi. Martin ha ancora messo i brividi al pubblico di casa con una bella stoccata dai venti metri a fil di palo. Il Marsala, piuttosto timido nella prima frazione, si è fatto vivo con una rovesciata centrale di Monteleone e una conclusione alta di Manfrè. Difesa rosanero, con Lancini-Crivello centrali e Doda-Accardi sulle corsie, affidabile ed in pieno controllo.

Nella ripresa il canovaccio è cambiato subito. Il Palermo si è allungato, smarrendo intensità, brillantezza e abbrivio. Un po’di stanchezza e poca lucidità nella gestione della sfera al cospetto di un Marsala che alzava il baricentro e pressava forte. Ficarotta metteva i brividi per ben tre volte a Pelagotti: bravo il portiere rosanero nella prima circostanza ad opporsi a quello che praticamente era un rigore in movimento, impreciso il talento marsalese nelle successive circostanze, nonostante’abilità e rapidità mostrate nel liberarsi ed andare a concludere. Quando la gara sembrava essersi adagiata su una sorta di stantia mediocrità su entrambi i fronti, Pergolizzi pescava il jolly, anzi l’asso dalla panchina. Lucera rilevava Kraja ed il Palermo si disponeva con una sorta di audace 4-3-2-1 che a tratti era possibile declinare in 4-3-3. Felici largo a sinistra, nel ruolo di aculeo di un tridente offensivo, Lucera in posizione omologa sul binario opposto, Ricciardo punta centrale.  Proprio un sinistro di Lucera scaldava le mani a Russo poco dopo, quindi il talento autoctono pennellava un cross telecomandato per la testa di Ricciardo che chiamava il portiere di casa all’ennesimo miracolo. Lucera si prendeva definitivamente la scena ad una manciata di minuti dal termine: la sventagliata di Lancini premiava il suo taglio interno, controllo e dribbling da manuale, mancino chirurgico a mandare in visibilio i tifosi rosanero accorsi in massa a Marsala. Un secondo pallone in campo non sbiadiva stavolta la gioia a tinte rosanero. Gol storico e dal forte significato simbolico.  Crocevia e spartiacque nella gloriosa storia del club. Biglietto da visita di una nuova era calcistica. Una rete che pesa e vale molto di più dei preziosi tre punti conquistati. Ricciardo e Langella lasciano il campo a Santana e Vaccaro. Gli ingressi di Ongbebor e Castrovilli non sortiscono l’impulso sperato in casa Marsala. Il Palermo gestisce il vantaggio senza patemi nell’ultimo scorcio di match.

Il primo step del nuovo corso coincide con un sorriso. Hera Hora di Lucera. Sembra un gioco di parole. Potrebbe essere il claim scelto dal fato per denominare una nuova e affascinante storia. Di calcio e d’amore. Di radici e di ali.

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