L'analisi tattica de La Repubblica delinea un Palermo che esce dalla sessione invernale non stravolto, ma significativamente evoluto. Il 3-4-2-1 di Inzaghi rimane il dogma intoccabile, ma gli innesti di Magnani, Rui Modesto e Johnsen forniscono quella profondità necessaria per trasformare una squadra solida in una vera "macchina da promozione". La filosofia resta la stessa: aggressione alta, verticalità immediata e una difesa ermetica, che con soli 14 gol subiti rappresenta già il primato della categoria.

Rassegna Stampa
La Repubblica: “Super difesa e attacco vichingo, ecco il Palermo che punta alla A”
Il rientro di Magnani alza l'asticella della retroguardia. Con i suoi 191 centimetri, il centrale si posiziona come braccetto destro, offrendo non solo fisicità nei duelli aerei, ma anche una fonte di gioco aggiuntiva in fase di impostazione. Al suo fianco, il capitano Bani agisce da perno centrale con Ceccaroni sul centrosinistra. La vera forza, tuttavia, risiede nelle alternative: giocatori come Bereszynski, Peda e Veroli garantiscono rotazioni di lusso senza intaccare la solidità del muro difensivo.
Il cuore pulsante è la coppia Segre-Ranocchia: un mix di corsa, inserimenti e visione di gioco. Sulle corsie esterne, Pierozzi (4 gol e 3 assist) e Augello rimangono i titolari, ma l'arrivo di Rui Modesto dall'Udinese garantisce strappi di potenza pura per spaccare le partite in corso d'opera. La presenza di Gomes e Blin in panchina permette inoltre a Inzaghi di "blindare" il risultato quando necessario, mentre Gyasi resta il jolly universale capace di coprire più ruoli.
Il vero salto di qualità avviene sulla trequarti. Johnsen non è stato acquistato per sostituire Palumbo, ma per completarlo. Se il fantasista mancino tesse la tela della manovra, il norvegese ha il compito di attaccare la profondità con il dribbling e l'accelerazione nell'uno contro uno. Questa coppia di trequartisti ha l'obiettivo unico di innescare Pohjanpalo, il terminale implacabile da 13 reti. Dietro di loro, Vasic e Le Douaron rappresentano cambi di altissimo livello per mantenere alta l'intensità offensiva fino al novantesimo.
Il mosaico è completo. Con una panchina "extra-large" e interpreti di categoria superiore, il Palermo ha ora tutte le carte in regola per puntare al primato. Spetterà al campo, a partire dalla sfida contro l'Empoli dell'ex Dionisi, confermare che questa metamorfosi sia quella definitiva per il salto in Serie A.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

