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la Repubblica analizza il momento del Palermo di Filippo Inzaghi, sottolineando come numeri, record e paragoni illustri siano soltanto la conseguenza di un approccio diventato ormai chiaro: pensare esclusivamente alla partita successiva. È così che i rosanero hanno costruito una lunga striscia positiva, arrivando a giocarsi il quattordicesimo risultato utile consecutivo e l’ottava vittoria di fila al Barbera.
Lo stesso Inzaghi ammette di non voler guardare classifiche e statistiche, ma il confronto con il passato è inevitabile. L’allenatore cita il Palermo di Giuseppe Iachini, che a questo punto della stagione guidava la classifica con meno punti rispetto agli attuali 48 dei rosanero, oggi però quarti. Un dato che, nelle sue parole, certifica quanto il campionato sia “complicatissimo”, con quattro squadre in corsa e tre che “non sbagliano un colpo”. Al di là dei numeri, il tecnico insiste sulla necessità di continuare a lavorare, convinto che si stia costruendo una base solida per il futuro e che la squadra debba convincersi di poter fare ancora meglio.
L’avversario di turno, il Südtirol di Fabrizio Castori, rappresenta una delle possibili trappole lungo il cammino verso la promozione. Inzaghi riconosce l’esperienza del tecnico avversario, primatista di panchine in Serie B, e ne sottolinea la capacità di proporre un calcio difficile da affrontare. La formazione altoatesina viene descritta come organizzata, aggressiva, abile a giocare negli ultimi trenta metri e a sfruttare le seconde palle, con marcature a uomo a tutto campo. Rispetto massimo, dunque, ma anche fiducia nei propri mezzi: il tecnico rosanero parla di un gruppo in “momento fantastico”, sia mentalmente sia fisicamente, e ribadisce che per chiunque affrontare il Palermo debba essere complicato.
Dal punto di vista delle scelte, l’abbondanza è un’arma in più. In difesa Patryk Peda insidia Giangiacomo Magnani e Bartosz Bereszynski, mentre sulla fascia destra Emanuel Gyasi prova a contendere il posto a Niccolò Pierozzi. In mezzo al campo resta aperto il duello tra Jacopo Segre e Claudio Gomes per affiancare Filippo Ranocchia, così come quello sulla trequarti tra Dennis Johnsen e Jeremy Le Douaron, a sostegno di Joel Pohjanpalo e Antonio Palumbo. Completano l’assetto annunciato Jesse Joronen tra i pali, Mattia Bani e Pietro Ceccaroni in difesa, con Tommaso Augello sulla corsia sinistra.
In chiusura, Inzaghi sottolinea quella che considera la vera forza del suo gruppo: una rosa ampia, con oltre venti giocatori che si allenano al massimo e che potrebbero essere tutti titolari. I dubbi di formazione, più che un problema, diventano una ricchezza. E chi ha trovato meno spazio, assicura l’allenatore, saprà farsi trovare pronto al momento decisivo.
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