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La vittoria del Palermo contro l’Empoli raccontata da la Repubblica ha il sapore delle grandi domeniche, di quelle che valgono molto più del risultato finale. Il 3-2 maturato al Barbera certifica la sesta affermazione consecutiva in casa e conferma una squadra capace di attraversare tutte le fasi emotive di una partita senza perdere lucidità. Un successo sofferto, ma proprio per questo ancora più prezioso, che riporta i rosanero a due punti dal secondo posto, in attesa di Monza-Avellino.
L’avvio è da incubo. Dopo pochi minuti l’Empoli passa sfruttando una mischia su calcio d’angolo e interrompe una lunga serie di imbattibilità interna dei rosa. Il gol di Guarino non solo gela il pubblico, ma mette in difficoltà un Palermo che fatica a reagire e resta a galla soprattutto grazie a Joronen, decisivo con almeno un paio di interventi che evitano un passivo più pesante nella prima parte di gara.
Il pareggio arriva a metà primo tempo con una giocata improvvisa: l’azione nasce sulla sinistra e si chiude con una conclusione di Gyasi che, dopo il palo, finisce in rete con la complicità di Fulignati. È l’1-1, ma non è ancora la svolta. L’Empoli continua a essere più pericoloso e il Palermo va all’intervallo con più di una preoccupazione, anche per le ammonizioni in difesa.
La ripresa, però, racconta un’altra storia. Dentro Magnani, accolto dagli applausi, e soprattutto una squadra che rientra in campo con un atteggiamento completamente diverso. La traversa colpita da Peda è il primo segnale di una pressione crescente. La mossa che cambia davvero la partita è l’ingresso di Johnsen: dal suo primo pallone nasce l’azione del 2-1, rifinita dal cross di Augello e finalizzata da Pohjanpalo, sempre più trascinatore del Palermo.
Il copione, però, resta imprevedibile. L’Empoli di Dionisi non si arrende e trova il pareggio con Ebuehi, al termine di un’azione sporca e combattuta. Ancora una volta i rosanero sono chiamati a reagire e lo fanno senza scomporsi. Dopo un check del VAR che non porta al rigore per un tocco di mano, l’episodio decisivo arriva su calcio d’angolo: fallo su Bani e penalty. Dal dischetto Pohjanpalo è implacabile e firma il gol vittoria.
Nel finale serve anche l’eroe silenzioso: Joronen si supera nei minuti di recupero con una parata decisiva che blinda un successo pesantissimo. È una vittoria che nasce dalla sofferenza, dalla capacità di cadere e rialzarsi, e che conferma un Palermo ormai maturo, capace di vincere anche le partite più sporche. Una serata da ricordare, che profuma di alta classifica e alimenta ambizioni sempre più concrete.
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