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Italia, ecco la Bosnia: l’ultimo ostacolo verso il Mondiale

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Gli azzurri sfidano una squadra fisica, resiliente e guidata da Edin Džeko. Non brillante come l’Italia, ma capace di colpire negli episodi decisivi.
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La Bosnia sarà l’ultimo ostacolo tra l’Italia e il Mondiale. Una sfida che, sulla carta, vede gli Azzurri favoriti, ma che nasconde più insidie di quanto possa sembrare. La nazionale balcanica arriva alla finale playoff dopo aver eliminato il Galles al termine di una battaglia durissima: 1-1 dopo 120 minuti e qualificazione conquistata ai calci di rigore. Un successo che racconta perfettamente l’identità della squadra: resiliente, esperta e capace di restare aggrappata alla partita fino all’ultimo. Contro il Galles, la Bosnia ha sofferto a lungo, soprattutto sul piano del ritmo e dell’organizzazione difensiva. Ma nel momento più complicato ha trovato la forza di reagire, trascinata dal suo uomo simbolo, Edin Džeko, autore del gol del pareggio all’86’. Poi, dagli undici metri, è emersa tutta l’esperienza di un gruppo abituato a gestire la pressione.

A 40 anni, Džeko resta il punto di riferimento assoluto di questa nazionale. Non ha più la continuità dei suoi anni migliori, ma nei momenti decisivi continua a fare la differenza: leadership, presenza in area e capacità di giocare per la squadra lo rendono ancora l’uomo chiave. Dal punto di vista tattico, la Bosnia è una squadra diretta, fisica, poco spettacolare ma estremamente concreta. Le palle inattive rappresentano una delle principali fonti di pericolo, con continui cross e situazioni da calcio d’angolo. La presenza del proprio capitano in area è fondamentale: non solo per i gol, ma anche per il lavoro sporco e la capacità di far salire la squadra.

Un aspetto meno evidente ma altrettanto importante riguarda le seconde palle: la Bosnia tende a creare pericoli non tanto dalla costruzione manovrata, quanto dalle situazioni sporche generate dai lanci lunghi e dai duelli fisici. È lì che riesce a risalire il campo e a rendersi pericolosa. Il vero punto di forza resta però la mentalità, non si disunisce facilmente, sa soffrire anche per lunghi tratti e resta compatta anche nelle partite più complicate. Un aspetto che la rende particolarmente pericolosa nelle gare secche, dove spesso sono i dettagli a fare la differenza. Non mancano, però, i limiti. La fase difensiva non è sempre impeccabile e contro il Galles sono emerse difficoltà sugli esterni e contro squadre capaci di alzare il ritmo.

Ecco perché il tipo di partita sarà decisivo. Se il match resterà bloccato e sporco, i bosniaci avranno tutte le carte per restare in corsa fino alla fine, come già dimostrato. Se invece gli avversari riusciranno ad alzare il ritmo e a imporre qualità tecnica, i limiti della squadra balcanica possono emergere. La sensazione è chiara: meno talento rispetto all’Italia, ma grande organizzazione mentale, fisicità e cinismo. Una tipica squadra da playoff, da non sottovalutare. Molto dipenderà dall’andamento dei primi minuti: una partita subito aperta rischia di penalizzare la Bosnia, mentre un equilibrio prolungato può trasformarla in un avversario estremamente scomodo.