Inchiesta Procura di Caltanissetta, gli “errori” di Sidoti secondo i PM: ipotesi riapertura dell’istanza di fallimento?

Inchiesta Procura di Caltanissetta, gli “errori” di Sidoti secondo i PM: ipotesi riapertura dell’istanza di fallimento?

Il giudice sospeso per un anno, Giuseppe Sidoti, non avrebbe voluto il fallimento del club rosanero: “Sarebbe una catastrofe, non ci sono creditori che stanno bussando alla porta…”

L’inchiesta della Procura della Repubblica di Caltanissetta, relativa al presunto pilotaggio dell’istanza fallimentare del club rosanero, entra nelle fasi salienti.

In mattinata il giudice Giuseppe Sidoti e l’ex presidente del Palermo Giovanni Giammarva, saranno convocati ed ascoltati dal GIP nisseno Antonia Leone, che già nella giornata di ieri aveva sentito il magistrato Fabrizio Anfuso, anch’egli coinvolto nella vicenda e per il quale è stata chiesta la sospensione del servizio, come già accaduto ai primi due sopracitati: “Pure per l’ex Gp – oggi in Corte d’appello – è in ballo una sospensione dal servizio, chiesta dal pm Claudia Pasciuti e su cui il giudice Leone ora potrà decidere. Anfuso ha risposto alle contestazioni che lo vedrebbero al centro di una serie di rivelazioni di segreti delle indagini, a proposito delle richieste di arresto presentate dalla Procura nei confronti di Zamparini. Fughe di notizie – destinatario il giudice delegato del fallimento, Sidoti – che avrebbero consentito a Giammarva e a Zamparini di studiare le mosse più opportune per evitare le misure cautelari“.

(Inchiesta Procura di Caltanissetta, i PM: “Serie di fughe di notizie per salvare Zamparini”)

All’interno della propria edizione odierna, Il Giornale di Sicilia fa il punto della situazione sull’inchiesta portata avanti dalla Procura nissena: in buona sostanza, secondo l’accusa, Giuseppe Sidoti non sarebbe stato un giudice super partes nel corso del procedimento giudiziario ed avrebbe avuto dei contatti con l’ex presidente dei rosanero Giovanni Giammarva, che conosceva molto bene già da prima, durante tutta la procedura fallimentare. Sempre secondo quanto affermato dall’accusa, il giudice si sarebbe dovuto addirittura astenere dal giudizio e non avrebbe dovuto dare dei consigli alla difesa del Palermo. Gli “errori” contestati dalla Procura sono, però, pure successivi (a livello temporale) al rigetto dell’istanza fallimentare. Il riferimento è chiaramente a tutti quei presunti “piccoli favori” ritenuti scambiati in favore di una “fuga di notizie” che avrebbe portato al pilotaggio del decreto (Leggi qui), come ad esempio la richiesta di biglietti gratuiti per lo stadio, il pass per posteggiare di fronte l’ippodromo o il favore chiesto a Giammarva riguardo le commemorazioni del 23 maggio. Sidoti, inoltre, è sospettato di aver girato all’ex presidente del club siciliano le informazioni ricevute dal GIP Anfuso circa i possibili arresti domiciliari per il patron della società di Viale del Fante, Maurizio Zamparini.

(Inchiesta Procura di Caltanissetta, il retroscena: “Picciotti, stanno arrestando Zamparini…”)

Ma emergono nuovi particolari anche dalle intercettazioni, riportate dal noto quotidiano regionale: “Un lavoro indecente della Procura“, afferma il giudice Sidoti parlando con un collega il 22 dicembre scorso (riferendosi chiaramente all’istanza di fallimento). “Cercherò di fare l’impossibile per salvare la situazione. Non è solo il problema della catastrofe in sé, il problema è che non ci sono creditori che stanno bussando alla porta“, le altre parole pronunciate dal giudice attualmente sospeso, questa volta rivolte alla collega Raffaella Vacca, alla quale ha anche ammesso – secondo quanto ricavato dalle intercettazioni – di aver commesso errori su errori e di non voler “finire nel tritacarne“. Di fronte a tutti questi elementi, adesso i PM nisseni sarebbero tornati a valutare se ci siano o meno i presupposti per riproporre l’istanza fallimentare nei confronti della società siciliana e riaprire dunque l’iter giudiziario. Quella che Sidoti definiva con decisione “la catastrofe“, potrebbe ora tornare ad essere un’ipotesi concreta, un nuovo capitolo nella bufera che ha colpito il club rosanero negli ultimi tempi e che appare come una vera e propria spada di Damocle, proprio nei giorni del possibile closing per la cessione del Palermo Calcio al fondo inglese.

(Cessione Palermo, rallentamento per il closing: tutto rimandato a dicembre?)

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  1. george - 11 mesi fa

    Certo la questione non è chiara nè possiamo sapere come sono andate realmente le cose. Premesso che, come molti tifosi rosanero, non sono un estimatore di Zamparini, soprattutto di quello degli ultimi anni, la cosa che mi sfugge però è la volontà di persistere a parlare di fallimento in assenza di creditori insoddisfatti alla porta. Poi, se i presunti favori sono dei biglietti gratis per entrare allo stadio ed il permesso di posteggio, l’accusa di favoreggiamento a carico del giudice appare molto debole. La cosa strana è che tutto sia scoppiato proprio nei giorni che avrebbero dovuto portare al closing per la cessione della società. Se dopo l’intervento della magistratura anche Report si interesserà alla querelle forse ne capiremo qualcosa di più.

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