Inchiesta Procura di Caltanissetta, emergono nuovi dettagli: quando il giudice Sidoti perse la testa…

Inchiesta Procura di Caltanissetta, emergono nuovi dettagli: quando il giudice Sidoti perse la testa…

Nuovi particolari emersi dalle intercettazioni riguardanti l’inchiesta della Procura nissena, relativamente al presunto esito pilotato dell’istanza fallimentare del Palermo Calcio

‘Io Scoperto’ e il giudice perse la testa

Questo il titolo scelto da Il Giornale di Sicilia, all’interno della propria edizione odierna, per raccontare dei nuovi e significativi dettagli relativi all’inchiesta della Procura di Caltanissetta in merito al presunto esito pilotato dell’istanza di fallimento del Palermo Calcio. Le parole del titolo sono chiaramente riferite al giudice Giuseppe Sidoti, il quale, una volta appresa la notizia della trasmissione degli atti ai PM nisseni, stando alle intercettazioni, avrebbe decisamente perso la testa.

(Zamparini: “Entro domani il closing, spero che gli inglesi capiscano. Strana coincidenza che…”)

Nella giornata del 5 luglio, infatti, Sidoti avrebbe cominciato ad inviare nervosamente una serie di messaggi avvolto da uno stato di completa agitazione, affermando: “è il mio c… che vogliono“; in seguito avrebbe poi lasciato un biglietto di carta nel proprio ufficio con all’interno un ‘drammatico‘ messaggio che si conclude con “Non ce la faccio. Grazie di tutto, Giovanni“. Il riferimento del testo dovrebbe riportare direttamente al giudice Giovanni D’Antoni, uno dei tre componenti del collegio che si occupò del processo relativo all’istanza di fallimento del club rosanero. Il giudice Sidoti fu poi rintracciato in serata dalla Polizia a Barcellona Pozzo di Gotto, sua città natale, trovato ancora in uno stato di turbamento emotivo ed addirittura in lacrime.

(Inchiesta Procura di Caltanissetta, i PM: “Decreto pilotato in cambio di piccoli favori”. Zamparini e Giammarva…)

Per quanto riguarda invece gli sviluppi giudiziari dell’inchiesta della Procura nissena, secondo quanto riportato stamane dal noto quotidiano regionale, l’ex GIP Fabrizio Anfuso, accusato dai PM di rivelazione di segreto d’ufficio in ben cinque occasioni differenti, sarà interrogato nella giornata di giovedì: anche lui, come già accaduto all’ex presidente rosanero Giovanni Giammarva ed al giudice Giuseppe Sidoti, rischia una sospensione della propria professione con l’accusa di aver rivelato, tra le altre cose, che fossero pronte le richieste di arresti domiciliari per il patron del Palermo Calcio, Maurizio Zamparini, il quale, difatti, poi si dimise in maniera a dir poco tempestiva dal Consiglio di Amministrazione della società di Viale del Fante, un fatto (o più che altro un collegamento) ritenuto di certo non di secondo piano dalla Procura di Caltanissetta.

Per Giammarva e Sidoti, invece, sarebbe stata respinta la richiesta di arresti domiciliari, in quanto il giudice avrebbe ritenuto già sufficiente la sospensione della professione a loro carico: all’interno dell’ordinanza, inoltre, verrebbe messo in evidenza il rapporto stretto tra i due sopracitati. Il quotidiano regionale riporta nuovamente, difatti, il tema della nomina di Daniele Santoro come perito, la presenza di intercettazioni ed il ruolo dell’avvocatessa Vincenza Palazzolo, destinataria di una serie di incarichi (anche all’interno della società Palermo Calcio) e piccoli favori da ottenere tramite l’ausilio proprio di Giuseppe Sidoti: “Io voglio che tu arrivi a realizzarti come professionista“, una delle tante frasi intercettate che nelle ultime ore stanno spuntando con frequenza sempre maggiore.

(Inchiesta Procura di Caltanissetta: emergono nuove intercettazioni, Sidoti e Giammarva…)

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