Il Palermo smette finalmente di complicarsi la vita lontano dal Barbera e a Bari torna a vincere con autorità, lasciandosi alle spalle beffe, pareggi e quell’“X factor” che aveva iniziato a pesare. Il 3-0 del San Nicola non è solo un successo netto, ma una dichiarazione d’intenti: i rosanero allungano la striscia positiva a dieci risultati utili consecutivi, raggiungono il Monza al terzo posto e tornano a guardare da vicino Frosinone e Venezia, ribadendo di non voler mollare la corsa alla promozione diretta.
Rassegna Stampa
Giornale di Sicilia: “Valanga rosa a Bari, il Palermo può sognare”
La squadra di Inzaghi offre una prestazione da grande, soprattutto per continuità e maturità, qualità che in trasferta erano spesso mancate. Dopo un avvio in cui il Bari prova a rendersi pericoloso approfittando di qualche distrazione difensiva, il Palermo prende progressivamente il controllo del match e mette a nudo i limiti tecnici dei pugliesi, incapaci di reggere il confronto sul lungo periodo.
La differenza si vede soprattutto nella proposta di gioco: Ranocchia, Palumbo e Segre iniziano a dominare la trequarti, mentre sulle fasce Augello spinge con costanza. Le occasioni arrivano già nel primo tempo, tra errori sotto porta e interventi decisivi della difesa di casa, con anche un episodio discusso per un possibile fallo di mano in area non sanzionato dal VAR. È il segnale di una supremazia che chiede solo di essere trasformata in gol.
La svolta arriva nella ripresa. A sbloccare il risultato è Le Douaron, fino a quel momento poco brillante ma freddo nel farsi trovare pronto sull’assist di Ceccaroni, proprio come all’andata. Il gol taglia le gambe al Bari, che va in confusione. Poco dopo, il raddoppio nasce da una giocata di qualità superiore: pennellata di Palumbo e colpo di testa vincente di Pohjanpalo, a conferma del valore dell’attaccante finlandese.
Da lì in poi è gestione totale. Il Palermo controlla, inserisce energie fresche e trova anche il tris su rigore, conquistato da Gyasi e trasformato con freddezza da Ranocchia. Nel finale c’è spazio anche per diversi cambi e per una serata che diventa finalmente di festa, in uno stadio quasi vuoto e con la tifoseria di casa impegnata nella contestazione alla proprietà De Laurentiis.
La vittoria è pesante e meritata, ma non deve illudere: il campionato resta complicato e già all’orizzonte c’è la sfida con l’Empoli dell’ex Dionisi, senza Palumbo squalificato. Intanto però il Palermo ha mandato un messaggio chiaro: quando gioca così, anche fuori casa, può davvero restare agganciato al treno della Serie A. In attesa di rinforzi come Johnsen e con la speranza che Pohjanpalo non abbia problemi fisici, la rincorsa è ufficialmente ripartita.
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