Il Palermo torna da Marassi con un pareggio che ha il sapore dell’impresa. Sotto una pioggia battente e con due gol da recuperare a dodici minuti dalla fine, i rosanero strappano un 3-3 contro la Sampdoria che, come sottolinea il Giornale di Sicilia, “può valere oro” nella corsa alla Serie A.
Rassegna Stampa
Giornale di Sicilia: “Palermo, cose da pazzi, con la Samp pari e rimpianti
Dopo la vittoria con l’Empoli, arriva un’altra partita folle: cambia il risultato finale, ma non la capacità di rimontare. A regalare il punto alla squadra di Inzaghi sono stati prima Augello e poi Ceccaroni, quest’ultimo con un colpo di testa in pieno recupero che ha “gelato il Ferraris” e allungato a dodici la striscia di risultati utili consecutivi. La promozione resta vicina: per una notte la A è tornata a due punti, con il Venezia primo a cinque lunghezze.
Eppure, come evidenzia il quotidiano, la gara lascia sensazioni contrastanti. Da un lato la forza mentale e la capacità realizzativa – terzo tris consecutivo dopo Bari ed Empoli – dall’altro una preoccupante facilità nel subire gol: cinque reti incassate in due partite, un dato che stride con il primato di miglior difesa del campionato e con l’innesto di Magnani, indicato come l’anello debole nella ripresa.
Il match si era messo bene per i rosanero, avanti grazie a un’autorete di Abilgaard nel recupero del primo tempo, dopo che un gol spettacolare di Pierozzi – nato da una giocata di Johnsen e dalla sponda di Pohjanpalo – era stato annullato dal Var per un fallo precedente. La direzione arbitrale di Di Marco viene descritta come incerta e protagonista di decisioni controverse.
Nella ripresa, però, il blackout. In venti minuti la Sampdoria ribalta tutto con Begic, Pierini (su assist di Brunori) e Cherubini, approfittando di errori difensivi e di un generale smarrimento del Palermo. Il passaggio al 4-2-3-1 non sembra dare subito i frutti sperati, ma nel finale emerge il carattere della squadra di Inzaghi.
È Palumbo ad accendere la scintilla: prima avvia l’azione che porta al gol di Augello, poi pennella la punizione che Ceccaroni trasforma nel definitivo 3-3, con un’ulteriore verifica del Var prima dell’esplosione di gioia. Nei minuti finali anche Pohjanpalo sfiora addirittura il colpo clamoroso.
Il Giornale di Sicilia parla di bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto: se da un lato restano i rimpianti per un primo tempo ben gestito e per la contemporanea sconfitta del Venezia, dall’altro c’è la consapevolezza di una squadra che non molla mai. Un punto che pesa, forse più per come è arrivato che per la classifica in sé, e che conferma il Palermo come protagonista credibile nella volata promozione.
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