Cremonese-Palermo

Cremonese-Palermo 2-2: rosa, prima lo show poi il blackout! Stroppa rimonta in dieci

Palermo che spreca la chance del sorpasso sui lombardi dopo un ottimo primo tempo allo Zini. Rosa avanti di due gol ed un uomo all'intervallo, vittime di un clamnoroso balckout in avvio di ripresa che riporta la Cremonese in parità.
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Palermo calcio

di Leandro Ficarra

Un punto dalle molteplici sfaccettature. Soddisfacente in termini assoluti, per il valore dell'avversario, utile a corroborare la sequenza di risultati positivi, fondamentale per sancire il vantaggio sulle Cremonese nel criterio, fortemente significativo, del computo degli scontri diretti. Frustrante e motivo di cocente rammarico, per le dinamiche con cui è maturato, dopo un primo tempo del Palermo che ha quasi rasentato la perfezione.  Un blackout mentale e nervoso letale, una manciata di minuti di calcistica catalessi in avvio di ripresa, ha vanificato una vittoria che sarebbe stata oggettivamente pesantissima, sul piano numerico e squisitamente psicologico, sul prosieguo della stagione rosanero. Poiché, al netto dell'acclarata levatura della Cremonese, ribadita oggi dalla performance della squadra di Stroppa sul rettangolo verde, se non capitalizzi un doppio vantaggio e settantacinque minuti in superiorità numerica, in uno snodo focale nella corsa promozione, non puoi che macerarti  colpevolmente nel limbo paludoso del rimpianto.

Il cambio di marcia del Palermo, sotto il profilo prestazionale, di ritrovata autostima e qualità del gioco, ha trovato conferma sul manto erboso dello Zini per l'intera prima frazione di gara. Un approccio maturo, solido e intenso, nonostante il primo quarto d'ora di supremazia territoriale grigiorossa. Compattezza e copertura del campo lodevole, vis agonistica conforme all'importanza della posta in palio, la voglia di riproporsi con le proprie tracce, nella consapevolezza di avere le carte in regola per far male al quotatissimo dispositivo di Stroppa. Il coraggio che prende forma in una poderosa sgroppata di Diakité sul versante destro arginata dal body-check falloso di Castagnetti. La parabola disegnata da Ranocchia su palla inattiva per la testa di Segre, il braccio galeotto di Sernicola che stoppa la traiettoria della sfera ed il match che cambia volto. Check al Var, rigore decretato da Massa e magistralmente trasformato da Brunori, il rosso all'esterno grigiorosso che pare spianare la via del successo alla banda Corini. I tifosi rosanero in visibilio ed ardenti di passione sugli spalti dello Zini, il Palermo sempre più tonico e feroce, ora anche fluido e lineare nello sviluppo delle sue trame su un avversario ferito ma non intento ad abdicare.

I rosa captano l'inerzia e riescono sovente ad infierire sulle crepe grigiorosse, in ampiezza ed in verticale, collezionando fraseggi di pregio ed occasioni propizie per gonfiare ancora la rete di Jungdal. Aurelio sfiora il bersaglio di testa, il portiere di casa si supera su incornata di Segre con annesso ottimo cross di Diakité. Ranocchia taglia in due la densità lombarda, inserimento premiato da una geniale imbucata di Brunori ma conclusione del classe 2001 non all'altezza della rifinitura del bomber. Cremonese che ci prova, Palermo che si rannicchia efficacemente in fase di non possesso.

Gomes si inserisce negli spazi quando può, quindiringhia  costantemente su un nervoso Franco Vazquez, sistematicamente raddoppiato e triplicato, al fine di toglierei metri, respiro ed ogni residuo spiffero di luce al suo infinito talento. La speranza che possa essere la giornata del tripudio rosanero allo Zini diviene fondato sospetto in chiusura di tempo: altra proposta avvolgente del Palermo, Di Francesco cambia fronte per Gomes, Claudio imbuca per la corsa di Diakité, l'ex Ternana trova dolcemente a rimorchio il mancino ferale di Ranocchia nel cuore dell'area. La griffe del calciomercato invernale firmato Rinaudo nell'azione del raddoppio. Il suggello dell'ex Juventus, quarto centro in cinque match, ormai un grande ed esaltante classico del Palermo edizione 2024. Rosa a riposo con la bocca dolce, forse con la pancia troppo piena.

La Cremonese è certamente una grande squadra per la categoria. Preventivabile una reazione veemente e calcisticamente arrembante di Vazquez e soci,all'uscita dal tunnel subito dopo l'intervallo. I grigiorossi hanno cifra tecnica ed impianto di gioco tali da metterti in ambasce anche in inferiorità numerica.

Constatazioni legittime ed incontrovertibili. Tuttavia, con due reti di vantaggio ed un uomo in più, sull'onda di un'inerzia tattica e nervosa totalmente a proprio favore, nel match che avrebbe potuto sancire bruciante sorpasso  e relativa conquista del secondo posto, la squadra di Corini avrebbe dovuto opporre una resistenza ben più gagliarda e strenua. Staticità, supponenza e poca reattività, per usare un eufemismo, in occasione di entrambe le reti grigiorosse, subite nel giro di un paio di minuti, hanno evidenziato un approccio sul piano mentale e della tensione agonistica, fortemente deficitario in avvio di ripresa. Lusso che non puoi certamente concederti in una sfida di tale importanza ed al cospetto di una contendente di inconfutabile livello. Castagnetti e Coda la rimettono in equilibrio in un'inezia. Davvero un peccato.

Dopo il quarto d'ora abbondante di blackout, il Palermo ha provato a resettare. Ripristinando nervi, distanze e connessione tra i reparti. Corini ha cercato di infondere un input audace ai suoi, giocando la carta Insigne per Di Mariano, quindi ha varato un cambio tattico, togliendo dal campo Ranocchia per Soleri  e coniando una sorta di 4-2-4 con doppio centravanti, nell'auspicio di sfruttare la superiorità numerica prevalentemente in ampiezza.

Tris di avvicendamenti nell'ultimo scorcio per provare a rimettere la testa avanti: out Brunori, Gomes e Di Francesco,  spazio a Mancuso, Coulibaly e Chaka Traorè. La Cremonese, a corto di energie e paga di una rimonta forse insperata, ha optato per una serie di mosse tendenzialmente conservative dalla panchina.  Falletti ha dato brio e qualità alla formazione di Stroppa, Quagliata una dote di intensità propulsiva sulla corsia mancina.

Nel finale un paio di chance propizie il Palermo le ha anche create. Pregevole  la porzione di match disputata da Traorè, guizzante, intraprendente e dotato di un'ottima tecnica individuale. Spunti effervescenti, dribbling a creare la superiorità numerica, un bel destro a giro a lambire il palo dopo uno slalom speciale tra le maglie grigiorosse. Mancuso ha saggiato i riflessi di Jungdal con un destro sul primo palo. La flebile speranza di conquistare i tre punti si è di fatto spenta qui. Palermo che porta a casa un punto comunque utilissimo, ma si morde le mani per quel pizzico di malizia e maturità venuto meno nel frangente topico della sfida odierna. Un blitz esterno allo Zini avrebbe dato una spallata vigorosa, alla Cremonese e lanciato un messaggio fragoroso al campionato, la corsa alla promozione diretta che resta più viva ed aperta che mai. Ora la squadra di Corini dovrà cercare di capitalizzare senza indugi il prossimo match interno contro la Ternana, in programma martedì nel turno infrasettimanale. Rosanero che devono ancora compiere uno step decisivo, in termini di gestione, lucidità e concretezza nell'arco dei novanta minuti, per sognare in grande. Tempo, valori e premesse ideali non mancano di certo a Brunori e compagni per giocarsi tutte le proprie chances nelle dodici gare che mancano al termine della regular season.