Cessione Palermo, la chiave Macaione: la strategia del gruppo legato al banchiere. Mirri e Preziosi…

Cessione Palermo, la chiave Macaione: la strategia del gruppo legato al banchiere. Mirri e Preziosi…

Il banchiere palermitano potrebbe risultare una delle figure determinanti per il rush finale. Mirri ha tempo fino al 15 marzo per esercitare il suo diritto di prelazione esclusivo sull’acquisto del club…

Di Massimiliano Radicini.

Un’infinità di ipotesi e teorie attorno al futuro del Palermo. L’attuale situazione del club di viale del Fante al momento risulta essere piuttosto intricata e ingarbugliata. Non è ancora ben chiaro quali siano le cordate concretamente interessate e tempestivamente pronte ad intervenire per riuscire a risanare una situazione economico-finanziaria a dir poco complicata.

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Il pallino fino al 15 marzo sarà in mano all’imprenditore Dario Mirri, che nelle scorse settimane ha raggiunto un accordo con il Palermo che prevede, oltre alla concessione quadriennale degli spazi pubblicitari all’interno dello stadio, anche un opzione sul 100% delle quote, che potranno essere rilevate da lui stesso, oppure da un soggetto correlato, indicato dallo stesso Mirri. In questo quadro si inseriscono anche tutte le altre possibili cordate interessate, che vanno dal mastodontico fondo statunitense York Capital, interessato a rilevare anche la Sampdoria, fino all’attuale patron blucerchiato, Massimo Ferrero, che potrebbe fare un pensierino al club rosanero una volta ceduto il club ligure agli americani. Sullo sfondo da registrare anche i tentativi di approccio, più o meno timidi, degli italoamericani Di Piazza e Commisso.

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L’ultimo soggetto entrato in ballo è Vincenzo Macaione, rinomato banchiere palermitano e dirigente di Management&Partners Srl. Secondo quanto raccolto dalla redazione di Mediagol.it la sua figura sarebbe quella di advisor bipartisan,  “ingaggiato” sia dal Palermo che da un gruppo di imprenditori facenti parte di Sicindustria. Un’eventuale offerta del gruppo che fa riferimento a Macaione scatterebbe solamente nell’eventualità che la situazione della società sia in bonis. L’interesse a rilevare il club rosanero non sarebbe subordinato solo ed esclusivamente ad un ipotetico fallimento con conseguente asta fallimentare, anzi, è intenzione della cordata di imprenditori locali interfacciati dal banchiere valutare i margini di un intervento salvifico e tempestivo, proprio al fine di scongiurare l’incubo del crack finanziario per la società rosanero.

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Al momento non vi è stato ancora nessun contatto con Dario Mirri, che detiene una prelazione esclusiva sull’acquisto del Palermo fino a metà marzo, ma non è escluso che le parti si possano incontrare per riuscire ad unire le forze e raggiungere l’obiettivo comune della salvezza del club rosanero. Non esiste un dualismo o una preclusione categorica di coesistenza tra il patron della Damir e la cordata rappresentata da Macaione. Anzi, da parte di quest’ultima c’è assoluta predisposizione a intavolare un confronto costruttivo finalizzato a coalizzare le reciproche risorse per il bene del Palermo. Settimana cruciale per le sorti del Palermo e, come è giusto che sia, le forze imprenditoriali locali sembrano finalmente mobilitarsi con fermento e partecipazione per provare a chiudere definitivamente il capitolo Zamparini e dare nuovo respiro e più sereni orizzonti al club di Viale del Fante.

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