Virtus Francavilla-Palermo 1-3: Valente show e acuto di Silipo! Filippi si prende il settimo posto, ora il Teramo ai playoff

Palermo che vince in rimonta e conquista il settimo posto in classifica

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Missione compiuta.

Il Palermo vidima l’obiettivo minimo stagionale con una vittoria provvidenziale e convincente. Conquistare l’intera posta in palio contro la Virtus Francavilla era condizione imprescindibile per sedere sulla poltrona, non certo elitaria ma comunque più comoda, del settimo posto in classifica.

La frenata interna del Foggia, bloccato sul pari dal Catania nell’ultimo match della regular season, ha completato il puzzle rosanero.

Il Palermo sfiderà al “Renzo Barbera” il Teramo con due risultati su tre a disposizione nel primo turno dei playoff.

La compagine di Filippi ha tutte le carte in regola per superare di slancio il primo step di questo lungo e tortuoso percorso. Saltare il primo ostacolo, vedere l’effetto che fa, navigare a vista e magari prenderci gusto. La formazione siciliana, per ragioni di varia natura, non gode certo dei favori del pronostico in seno ad un lotto, numeroso e discretamente referenziato, composto da ben ventotto squadre partecipanti. Chissà che questo scetticismo latente, palesato n particolare da media e addetti ai lavori, non possa costituire un insospettabile volano psicologico e motivazionale, capace di compattare il gruppo e spingerlo oltre i propri limiti.

Nonostante cronici difetti di fabbrica palesati fin dall’avvio di questa tormentata stagione, Il Palermo di Filippi è parzialmente riuscito a correggere la rotta.

La formazione rosanero ha mutato pelle sul piano tattico,  filosofia calcistica, atteggiamento ed interpretazione del match sul terreno di gioco.

L’ex vice di Boscaglia ha portato in dote una ventata di compattezza e semplicità, professando un calcio più pragmatico ed essenziale, varando un sistema di gioco maggiormente idoneo ad esaltare le virtù ed attenuare le lacune dei singoli in seno alla rosa. Seppur incappando in qualche fisiologica crisi di rigetto e scontrandosi spesso con i limiti strutturali ed incontrovertibili dell’organico, il tecnico rosanero è in qualche modo riuscito ad attraccare la nave in porto.

Al cospetto di una Virtus Francavilla fiera ed ostica. ma non  animata da travolgenti slanci motivazionali, il Palermo ha fatto il suo.

Dopo venti minuti complicati, la formazione rosanero ha svoltato il match con vigoria, intensità ed attenzione, senza rischiare di inciampare nei ricorrenti peccati di supponenza e sottovalutazione che hanno inficiato troppo spesso il corso della stagione dei siciliani. Nonostante l’inatteso svantaggio, la banda Filippi non si è disunita ed ha piazzato una pronta e veemente reazione nel quarto d’ora finale della prima frazione che ha deciso la gara.

Nicola Valente si è confermato tra i calciatori più performanti, continui e affidabili dell’annata in casa Palermo. Uno stantuffo instancabile e al contempo di qualità rimarchevole per gli standard della categoria. Giocatore tatticamente maturo e completo, di marcata vocazione offensiva ma capace di interpretare il ruolo a tutta fascia, abile nell’uno contro uno e dotato di colpi tecnicamente di buon lignaggio che impreziosiscono il suo bagaglio. Una doppietta per confermare l’eccellente stato di forma. Una puntuale e chirurgica chiusura di testa sul secondo palo, una meraviglia balistica, frutto di coordinazione ed armonia nell’esecuzione del gesto tecnico, per firmare il gol del sorpasso.

Nella ragionata turnazione di Filippi c’è finalmente uno spicchio di gloria per il talento di Andrea Silipo. L’assist di Saraniti è capitalizzato con freddezza ed eleganza dal gioiello scuola Roma che ha rivisto il campo nella ripresa. Per l’ultimo atto della regular season, l’allenatore siciliano ha coniato un 3-4-2-1 anomalo, farcito di novità in termini di interpreti. Spazio a Lancini e Marong a completare la linea difensiva con Accardi, Doda e Valente esterni alti, Luperini con De Rose in zona nevralgica, Broh trequartista incursore con Floriano a supporto di Rauti. 

Nessuno tra le prime alternative ha deluso.Bene Lancini e Marong dopo qualche incertezza iniziale.

De Rose ha catalizzato fortemente lo sviluppo della manovra, conferendo ordine, intensità e linearità. Valente ha straripato sulla corsia ed in zona gol, Broh ha confermato i segnali di crescita e non è affatto dispiaciuto.  Santana è subentrato nella ripresa ribadendo di essere di un altro pianeta calcistico a dispetto della carta di identità. L’argentino, se impiegato con oculatezza nella fase topica del match, può ancora spostare gli equilibri a suo piacimento in questa categoria. Ottimo lo spirito mostrato anche dai subentranti Saraniti e Silipo. Entrambi ai in fondo alle gerarchie tecniche da tempo, hanno impattato la porzione di gara a loro concessa con convinzione e voglia di imporsi all’attenzione del proprio allenatore.  Il talento romano, classe 2001, ha anche trovato la gioia del gol su assist dell’attaccante nato nel capoluogo siciliano.

Anche Doda, chiamato al gravoso compito di non far rimpiangere l’infortunato Almici, sta progressivamente crescendo di condizione. Vocazione propulsiva e qualità tecniche non sono mai mancate all’esterno rosanero che ha ampi margini di miglioramento in sede di copertura ma può costituire una freccia all’arco di Filippi in ottica playoff. Gli incroci  già consumatisi in campionato lasciano presagire una sfida tutt’altro che morbida contro il Teramo.

Tuttavia, il Palermo arriva a questi playoff a fari spenti ed in buona condizione psicofisica. Giocarsi le proprie chances al “Barbera”, con due risultati su tre a disposizione per accedere al turno successivo, non è certo un vantaggio di poco conto.

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