Le parole dell'amministratore delegato rosanero estremamente soddisfatto di questo primo scorcio di gestione da parte della nuova proprietà. Sagramola replica in modo risoluto e piccato alle stilettate mediatiche di Beppe Accardi...

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Rinaldo Sagramola analizza questi primi tre mesi di lavoro.

L'amministratore delegato del Palermo, tornato in Sicilia dopo l'esperienza tra il 2004 e il 2012, si è mostrato soddisfatto per il lavoro fatto finora che ha riportato tanto entusiasmo tra la gente.  Di seguito, le dichiarazioni dell'A.d. rilasciate nel corso dell'intervista concessa a "La Repubblica".

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"Più che tre mesi sembrano tre anni. Tante le emozioni e tante le cose fatte. Tre mesi di preoccupazioni, ansie e soddisfazioni. Tre mesi indimenticabili. Sembra ieri quando dopo l' assegnazione del titolo il 24 luglio siamo andati in moto con Mirri dal notaio per definire il tutto Una società più snella, dinamica e coinvolgente. Si dà grande importanza non solo al risultato sportivo, ma anche al ruolo sociale del club. Di questo bisogna dare merito al presidente Mirri che da tifoso è molto attento ai tifosi, ne conosce i circuiti emozionali e sa come conquistarli. Merito anche del vice presidente Di Piazza che, con il suo entusiasmo, ha risvegliato il tifo d' oltreoceano. Questo coinvolgimento mancava. Si dava tutto per scontato e niente veniva celebrato nel modo giusto. Oggi tutti si identificano nella squadra della città. E questo è meraviglioso. Che città ho ritrovato? Calcisticamente parlando disincantata, delusa, ferita nell' orgoglio, piegata su se stessa. Ma è bastato illustrare programmi seri, credibili e parole vere, sentite, per sprigionare tutta l' energia repressa e accompagnare con entusiasmo i primi passi della nuova società". 

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Lo stesso dirigente rosanero si è anche soffermato sulle parole di Beppe Accardi che in settimana ha attaccato la nuova società gettando ombre sulle modalità di acquisizione del titolo sportivo e sulla dinamiche legate alla tormentata trattativa della cessione del club allora gestito ad interim dal binomio Foschi-De Angeli.

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"Accardi fa molta confusione e dice tante cose inesatte. Dispiace, parlandone, soddisfare la sua evidente voglia di apparire. L' unica cosa che posso dire, a proposito dell' attaccamento alla società, è che mentre Mirri versava, consapevole dei rischi che correva, i 2,8 milioni necessari a pagare gli stipendi ed evitare penalizzazioni, lui faceva notificare un decreto ingiuntivo per farsi pagare una profumatissima parcella". 

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