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Palermo, il legale di Di Piazza rivela: “I patti erano altri. Ecco cosa prevedeva l’accordo con Mirri”

"Era stato messo per iscritto che Di Piazza sarebbe stato coinvolto al massimo in decisioni che sarebbe stato bene condividere in un percorso da compiere insieme"

Mediagol92

"Era previsto che sulle scelte più importanti, nella società ci fosse un’intesa unanime".

A rivelare questo retroscena legato all'accordo della scorsa estate tra Mirri e Di Piazza è stato il legale dell'italo-americano, Francesco De Martino. Intervistato da Il Giornale di Sicilia, l'avvocato che ha seguito da vicino l'ex vicepresidente del Palermo ha poi spiegato: "C’è una scrittura privata risalente a luglio con la quale le parti avevano convenuto tutti questi accordi".

"Questa scrittura privata sanciva inoltre l’ingresso di Di Piazza in Hera Hora, perché è con questo accordo che si è impegnato a versare ciò che ha versato - ha proseguito De Martino -. Era previsto un ruolo operativo per Paparesta, era previsto che nelle decisioni più importanti ci fosse un accordo tra tutti ed era previsto anche il ruolo di Sagramola, con un tetto di spesa oltre il quale sarebbe dovuto passare dal consiglio di amministrazione".

Il legale dell'immobiliarista di San Giuseppe Jato ribadisce ancora una volta la validità dell'accordo iniziale tra Mirri e Di Piazza: "La scrittura privata però non cessa di avere efficacia semplicemente è un altro accordo, precedente allo statuto e non derogato da quest’ultimo - ha sottolineato De Martino -. Circa il tema dell’unanimità, le parti ne avevano a lungo discusso e, attesa anche l’urgenza, avevano deciso di affrontarlo al momento del conferimento delle deleghe all’amministratore delegato. Così non è però stato fatto. Ma non solo. Era stato messo per iscritto che Di Piazza sarebbe stato coinvolto al massimo in decisioni che sarebbe stato bene condividere in un percorso da compiere insieme. Anche questo è stato disatteso".

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