Palermo, Ferrero e il nodo dell’articolo 16 bis: ecco perché il patron della Sampdoria non è fuori dalla corsa

Palermo, Ferrero e il nodo dell’articolo 16 bis: ecco perché il patron della Sampdoria non è fuori dalla corsa

Il presidente del club blucerchiato non sarebbe da considerare escluso dalla corsa al titolo sportivo dei rosanero, grazie ad una prassi adottata dalla Figc

Molto spesso nel mondo del calcio le prassi riescono ad ottenere addirittura più valore rispetto alle norme ed il caso dell’articolo 16 bis delle Noif parrebbe essere proprio uno di questi.

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Come riferito stamani da Il Giornale di Sicilia, si tratterebbe della norma che vieterebbe “partecipazioni o gestioni che determinino in capo al medesimo soggetto controlli diretti o indiretti in società appartenenti alla sfera professionistica o al campionato organizzato dal Comitato Interregionale“. In buona sostanza nessun soggetto potrebbe, in modo diretto o indiretto, possedere due società calcistiche a prescindere dalla categoria in cui militano:

Così recita il regolamento, ma il campo dice ben altro: Salernitana, Bari e Mantova sono infatti controllate da Lotito (Lazio), De Laurentiis (Napoli) e Setti (Verona), col Palermo che tecnicamente può ancora rientrare in questo novero di «multiproprietà». L’avviso del Comune, infatti, considera l’eventualità di un proprietario già in possesso di quote di un altro club come un criterio di valutazione negativa, motivo per cui Ferrero, presidente della Sampdoria, non è escluso dalla corsa al nuovo Palermo“.

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Nel caso in cui la normativa prevista dall’articolo 16 bis fosse correttamente seguita, però, Massimo Ferrero non potrebbe dunque possedere due società calcistiche, così come non potrebbero averle i vari Lotito, De Laurentiis e Setti. La Figc, invece, ha adottato una prassi ormai comune da diverso tempo, ossia quella di concedere questa possibilità a soggetti già proprietari di club professionistici, a patto però di ripartire dai dilettanti:

La Salernitana, così come il Bari e il Mantova, è partita dalla Serie D. Una volta conquistata la terza serie sul campo, però, la Figc ha concesso una deroga che dura di fatto dal 2012. Quella che Ferrero, qualora dovesse essere incaricato a far rinascere il Palermo, punta ad ottenere come i suoi eventuali predecessori“.

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