Palermo, bando per la Serie D: l’iter può partire già dopo il 12 luglio. Dettagli e precedenti

Palermo, bando per la Serie D: l’iter può partire già dopo il 12 luglio. Dettagli e precedenti

La palla passa adesso ad Orlando: il sindaco potrebbe pubblicare il bando subito dopo la decisione del Consiglio federale o attendere un eventuale ricorso al Tar

La probabile sequela di ricorsi che attenderà la proprietà del Palermo (sia in sede di giustizia sportiva che in sede ordinaria) non ostacolerà l’eventuale creazione di una nuova società chiamata a ripartire dalla Serie D

Si apre così l’edizione odierna de Il Giornale di Sicilia, che riporta inoltre come, per ripartire, bisognerà attendere almeno la decisione del Consiglio federale, o con ancora più prudenza quella del Collegio di garanzia dello sport del Coni, ma una volta concluso tutto l’iter in sede sportiva, il sindaco Leoluca Orlando sarà libero di indire il bando per scegliere chi porterà avanti il calcio a Palermo.

(Palermo, Orlando: “Stiamo predisponendo il bando, ecco qual è il nostro obiettivo”)

Le norme federali, a tal proposito, parlano chiaro: “In caso di non ammissione” ad uno dei tre campionati professionistici (Serie A, B o C), “il presidente federale, d’intesa con il presidente della Lnd, previo parere della commissione all’uopo istituita, potrà consentire alla città della società non ammessa di partecipare con una propria società ad un campionato della Lnd, anche in soprannumero“. Questo è quanto recita l’articolo 52 comma 10 delle Noif, che indica come termine d’attesa proprio l’esclusione dal torneo d’appartenenza che, stando al manuale per le licenze nazionali, va decretata dal Consiglio federale, la cui decisione è però impugnabile presso il Coni.

I precedenti storicamente più recenti, in tal senso, si differenziano fra loro per diverse ragioni: “Il Comune di Bari ha indetto il bando di costituzione della nuova società prima che si conoscesse il terzo grado di giudizio, mentre ad Avellino hanno preferito attendere non solo la pronuncia del Coni, ma anche quella del Tar del Lazio. Chiaramente la situazione dei pugliesi (estromessi per inadempimenti fiscali e amministrativi) ha permesso un procedimento ben più snello rispetto a quello degli irpini, rimasti fino all’ultimo speranzosi di un’iscrizione in Serie B avendo sanato le criticità patrimoniali e dovendo solamente cambiare la fideiussione. Se a Bari si è dato il via libera al bando il 23 luglio, tre giorni dopo il parere della Figc e in contemporanea col ricorso della società al Coni, ad Avellino l’attesa si è protratta fino all’8 agosto, all’indomani della sentenza del Tar“.

(PALERMO ESCLUSO DALLA SERIE B, LA SOCIETÀ: “CONTESTAZIONI INFONDATE, PRONTI A FARE RICORSO”)

L’attuale situazione che sta attanagliando le sorti del Palermo Calcio e tenendo tutti col fiato sospeso, a prescindere dai tanti ricorsi già annunciati da Salvatore Tuttolomondo, presenterebbe delle analogie con quella del Bari di circa un anno fa, ragion per cui – sempre secondo quanto riferito stamane dal noto quotidiano regionale – il sindaco Orlando potrebbe pubblicare il bando per l’affidamento della nuova società subito dopo la decisione del Consiglio federale, ossia dopo il 12 luglio. Se invece il primo cittadino palermitano volesse aspettare un eventuale ricorso al Tar, le tempistiche potrebbero per forza di cose allungarsi:

Una prospettiva che il primo cittadino ha già scartato nel corso della conferenza stampa in cui ha annunciato la propria disponibilità ad accogliere manifestazioni di interesse per la creazione di un nuovo soggetto calcistico pronto a ripartire dalla Serie D. Senza dimenticare inoltre che i giocatori hanno intenzione di presentare a breve istanza di fallimento della società, che potrebbe dunque terminare la propria esistenza nel bel mezzo di questo iter giuridico. Vicende che però non freneranno il processo di nascita di un nuovo Palermo“.

(Calciomercato Palermo, esclusione dalla Serie B ed esodo di massa: Murawski-Ascoli ok, cifre e dettagli)

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy