Palermo, Arkus Network verso il capolinea: dalla mancata iscrizione in Serie B ai guai giudiziari…

Palermo, Arkus Network verso il capolinea: dalla mancata iscrizione in Serie B ai guai giudiziari…

Più di due ore di udienza in Tribunale, nei prossimi giorni può arrivare il commissariamento. Il curatore: “Ingovernabilità e incapacità a proseguire la gestione programmata”

L’orlo del baratro, il Palermo, lo ha raggiunto con le proprie gambe. La spinta finale, invece, può dargliela la Figc

Con queste parole si apre l’edizione odierna de Il Giornale di Sicilia, che racconta come la Federcalcio abbia chiesto il commissariamento della società rosanero e che il collegio del Tribunale presieduto da Caterina Ajello si pronuncerà in merito già nei prossimi giorni. Solo in quel momento si comprenderà se l’era targata Arkus Network a Palermo terminerà in modo definitivo con la nomina di un commissario o se si procederà, invece, in maniera graduale. Perfino l’avvocato Guerrera, ossia il curatore speciale nominato a tutela del club siciliano, non avrebbe potuto far altro che prendere atto della “situazione di grave disordine amministrativo” presente dalle parti di Viale del Fante, al punto da chiedere un’ispezione dei conti societari:

Questo o una sospensione del procedimento per due mesi, per poter acquisire «gli aggiornamenti necessari sulla situazione societaria e sull’attività svolta dai nuovi amministratori per risolvere le criticità denunciate». Così si sono concluse le oltre due ore di udienza presso la quinta sezione civile del Tribunale di Palermo, in quello che è stato il primo atto da presidente di Roberto Bergamo. Non era presente in aula il dirigente veneto «subentrato» ad Albanese nel nuovo consiglio di amministrazione, ma era rappresentato dall’avvocato Atria, che ha chiesto – senza successo – un rinvio. L’udienza invece si è svolta regolarmente e per il Palermo non è stata certo leggera. Non solo perché la Figc, difesa dall’avvocato Gentile, insiste sul commissariamento, ma perché il curatore non è stato messo in condizione di avere un quadro completo della situazione societaria“.

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Guerrera, infatti, avrebbe ricevuto “soltanto una parte della documentazione richiesta” lo scorso 26 giugno ed i punti mancanti all’interno di essa sono certamente di rilevante importanza. Mancherebbero infatti “il riepilogo dei pagamenti di debiti effettuati dal socio di controllo nel mese di giugno, che – secondo quanto riferito in assemblea – sarebbero stati imputati a finanziamento soci“, oltre alla situazione patrimoniale del club rosa aggiornata allo scorso 24 giugno, data del dentro o fuori per l’iscrizione al torneo cadetto. In assenza di tali documenti, il curatore speciale avrebbe lamentato “una conoscenza limitata delle variazioni della situazione economica, patrimoniale e finanziaria“. Guerrera non avrebbe ricevuto nemmeno la delibera “avente ad oggetto un conferimento di ramo d’azienda” e “il dettaglio dei pagamenti di debiti scaduti effettuati e di quelli che non si è riusciti a portare avanti“.

Si tratterebbe, dunque, di una documentazione alquanto lacunosa che non basterebbe a scacciare via le numerose incertezze emerse nel corso delle ultime settimane: “In primis quella relativa alla «avvenuta eliminazione delle gravi irregolarità» denunciate dalla Procura federale. Poi quelle sul saldo dei 20 milioni residui del credito Alyssa, oltre che sul riequilibrio degli indici previsti dalla Covisoc. Su questi ultimi due punti il mancato via libera all’iscrizione conferma da sé le criticità. Per quanto riguarda il primo, invece, a Guerrera basta dare lettura ai verbali degli ultimi consigli d’amministrazione, che testimoniano un aperto dissidio tra Tuttolomondo, Albanese e Macaione, ma soprattutto «una situazione di confusione amministrativa, ingovernabilità societaria e, comunque, di non capacità a proseguire la gestione programmata dell’U.S. Palermo»“.

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Sempre secondo quanto riferito stamani dal noto quotidiano regionale, dalle memorie del curatore verrebbe inoltre fuori la visione di un club allo sbando, con il Consiglio di amministrazione che avrebbe anche convocato l’assemblea per lo scioglimento della società stessa, evidenziando una chiara “impossibilità di conseguire l’oggetto sociale” a causa della mancata presentazione della domanda completa per l’iscrizione al prossimo campionato di Serie B. Tutto ciò, però, sarebbe avvenuto ancor prima che lo stesso Cda venisse praticamente azzerato per giungere all’addio dei due “dissidenti“, Alessandro Albanese e Vincenzo Macaione. Anche senza arrivare ad una vera e propria liquidazione, però, il Palermo Calcio vedrebbe ora davanti a sé due “spettri del fallimento“:

Il primo è rappresentato dall’istanza che i giocatori intendono presentare, supportati dai legali dell’Aic; il secondo è quello prospettato dallo stesso Guerrera, che evidenzia un «incombente stato di insolvenza» alludendo proprio ai mancati pagamenti degli stipendi dei calciatori, una delle cause che ha portato al parere negativo da parte della Covisoc. In uno scenario che vede una proprietà in lite col presidente del Cda, gli omessi versamenti e un’iscrizione in Serie B ormai persa, persino il curatore non ha potuto far altro che consigliare «con urgenza l’ispezione sull’amministrazione della società», come richiesto anche dalla Federcalcio. Senza scartare «l’opportunità di nominare un amministratore giudiziario», che di fatto porterebbe alla fine dell’era Arkus a Palermo“.

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  1. user-5345498 - 2 mesi fa

    Foschi aveva ragione a non fidarsi di questi qui. Ma Albanese e Macaione, com’è mai possibile che si siano fatti raggirare da questi qui?!?comment_parent=0

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