Il Palermo torna all’inferno: con Arkus Network muoiono i colori rosanero

Il Palermo torna all’inferno: con Arkus Network muoiono i colori rosanero

Il club rosanero è destinato a ripartire dalla Serie D, parere negativo della Covisoc per l’iscrizione in Serie B

Chiusa una porta, si apre un portone. La Covisoc sbarra al Palermo le porte della Serie B e gli spalanca una cancellata tetra, quella dell’inferno della Serie D, dal quale potrà provare a sfuggire solo presentando ricorso (e 15 mila euro a fondo perduto) entro le 19 di lunedì“.

Apre così l’edizione odierna de Il Giornale di Sicilia parlando dell’esclusione dal campionato cadetto del Palermo Calcio. La mazzata è arrivata ieri sera con una Pec nella quale venivano evidenziate i numerosi inadempimenti da parte del club di viale del Fante: “nessun ripianamento patrimoniale da 8,3 milioni, nessuna fideiussione da 800 mila euro, nessun pagamento dei debiti sportivi, nessun pagamento dei debiti scaduti verso i club esteri, nessun pagamento degli emolumenti di marzo, aprile e maggio ai tesserati con annessi contributi, ritenute e versamenti sul fondo fine carriera. Al Palermo viene pure contestato il mancato pagamento della penale «anti-esonero» per la quale è in causa con De Zerbi, che chiede 400 mila euro e che per la nuova normativa avrebbe dovuto riceverli prima del 24 giugno“.

Un lungo elenco che fa ben comprendere che le speranze da affidare al ricorso che la proprietà ha in mente di fare sono pressoché vicine allo zero. Un ricorso che costerà alla società di viale del Fante 15 mila euro, a fondo perduto e rimborsabili solamente in caso di buon esito. La documentazione inviata alla Lega B è addirittura definita come confusa: “Viene segnalato come alcuni pagamenti di presunti debiti sociali siano stati eseguiti da soggetti che non corrispondono al socio controllante. Inoltre circa 5,8 milioni di euro sono stati ripianati con l’acquisto di un ramo di azienda ceduto dalla società Group Itec srl, titolare di un credito fiscale compensabile: per la Covisoc è già di per sé un’operazione inidonea, ma viene contestata addirittura la mancanza di prove sull’esistenza e sull’esigibilità di tale credito. Allo stesso modo non è documentata la titolarità del credito con cui sono stati compensati i contributi Inps e le ritenute Irpef“.

Per quanto riguarda il mancato versamento degli stipendi, la Banca Ifigest ha fatto sapere che non stati effettuati per mancanza dei fondi necessari. Proprio il mancato pagamento degli emolumenti ai tesserati porterà ad un’istanza di fallimento da parte dei giocatori, come hanno già annunciato nei giorni scorsi tramite l’Aic.

L’esperienza di Arkus Network a Palermo sembra ormai destinata a concludersi nel peggio dei modi, con Lucchesi che aumenti il suo “score” di crisi societarie consecutive (quattro, ndr). In una situazione che ormai sembra disperata Tuttolomondo chiede un rimborso dei denari corrisposti per farsi da parte, affermando che vi è anche un complotto nei confronti del Palermo: “Un’onta che a trentatré anni di distanza dalla radiazione del 1986 si materializza nuovamente, considerando che non ci sarà modo di sanare la propria posizione in vista del ricorso. Un iter che sarà seguito dall’avvocato Di Ciommo, già ingaggiato da Tuttolomondo per il «caso Alyssa» in sede sportiva, che ha permesso al Palermo di evitare la retrocessione in Serie C. Un mese dopo, i colori rosanero si preparano a sbarcare in Serie D“.

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