Italia-Armenia, Sirigu riabbraccia il “Barbera”: la parabola dell’ex Palermo, da Venezia all’Europa

Italia-Armenia, Sirigu riabbraccia il “Barbera”: la parabola dell’ex Palermo, da Venezia all’Europa

La gloriosa carriera di Salvatore Sirigu ha avuto inizio a Palermo e lunedì sera l’estremo difensore, con la maglia della Nazionale italiana, potrà riabbracciare il “Renzo Barbera”

Una sfida che ha il sapore di ricordi.

L’Italia, nell’ultima giornata del turno di qualificazione a Euro 2020, ospiterà l’Armenia a Palermo. Il match vedrà il ritorno al “Renzo Barbera” di tre ex che hanno quasi tutti lasciato il segno in maglia rosanero: Salvatore Sirigu, Andrea Belotti ed Emerson Palmieri. L’edizione odierna della ‘Gazzetta dello Sport’ si proietta alla sfida di lunedì sera, dedicando un focus al ruolo tra gli azzurri dell’estremo difensore del Torino, che tra le fila dei siciliani ha provato l’emozione di esordire tra i grandi.

“Sarà un po’ come tornare indietro di una quindicina d’anni. Sabato mattina la Nazionale, dopo la partita a Zenica, atterrerà a Venezia e da lì domenica mattina decollerà per Palermo, per affrontare l’Armenia. Esclusa ovviamente la Bosnia, è lo stesso percorso -­ guarda il destino -­ che Salvatore Sirigu fece nel 2005: lasciando il settore giovanile dei lagunari per essere accolto dal club che lo avrebbe prima cresciuto (anche spedendolo a Cremona e ad Ancona) e poi lanciato. Fino a farlo entrare, dalla porta di Parigi, nella stanza dei portieri europei”.

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Il Palermo, nel lontano 2005, ha dato inizio ad una gloriosa carriera, che ha condotto l’estremo difensore a calcare i campi d’Europa. Oggi, Salvatore Sirigu è tornato in Italia e milita tra le fila del Torino, ma lunedì sera Palermo potrà segnare un nuovo inizio: “Non della sua corsa verso l’Europeo, quella si può dare per scontata, ma del suo «attacco» alla gerarchia che oggi lo vuole un passo dietro Donnarumma“. Nonostante egli si sia fatto in qualche modo ‘maestro’ del giovane portiere del Milan, il ballottaggio è ancora in corso. La preferenza del c.t. Roberto Mancini verso il classe ’99, infatti, può in ogni momento essere insidiata, anche a partire dal match contro l’Armenia: “Bel destino giocarsi qualche altra fiche nello stadio che è stato suo quando erano soltanto sogni quelli che oggi sono obiettivi. Sirigu non ha mai smesso di crederci. (…) Intanto, vederlo in allenamento in questi giorni è stato uno spettacolo di prodezze, tecnica e istinto mescolati con la naturalezza di sempre e la sicurezza della
maturità ormai cementata“.

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