Doda: “Kakà il mio primo idolo, poi Dani Alves. Mi piacerebbe conoscere Mourinho ed esser allenato da Sarri. Obiettivo? Io in A col Palermo”

Doda: “Kakà il mio primo idolo, poi Dani Alves. Mi piacerebbe conoscere Mourinho ed esser allenato da Sarri. Obiettivo? Io in A col Palermo”

“Sono un tipo tranquillo. Amo i miei genitori. Mamma è il punto di riferimento. Sono single. Vivo a Mondello insieme a Fallani e mi trovo bene. Mattia cucina, io lavo i piatti”.

In parrocchia e per strada, a tirare calci ad un pallone, le porte disegnate con i nostri indumenti o con le pietre“.

Masimiliano Doda, terzino destro del Palermo racconta i suoi primi calci ad un pallone in quel di Rreshen, piccolo paesino di provincia in Albania. Intervistato da Il Corriere dello Sport, il classe 2000 ha aggiunto: “Andavo a scuola, mangiavo e giocavo. Sempre le stesse cose. Non c’era nient’altro, neppure telefonini. Frequentavo un bar sotto casa per seguire il Milan, la mia squadra preferita, avevo un debole per Kakà, il primo idolo. Passione ereditata da papà? Buon calciatore, difensore nella A e nella B albanese. Mamma Rita mi portava a vedere le sue partite, avevo tre anni, ne rimasi affascinato. In famiglia siamo tutti calciatori: papà, fratello e zii“.

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Doda deve ancora completare gli studi, ma prima vuole raggiungere un altro traguardo: “Mi manca l’ultimo anno per completare il liceo delle scienze umane. Studio la sera, farò gli esami a Genova, dopo la promozione in C. L’idea era quella di diventare professore di ginnastica per collegare insieme lo sviluppo della società, le relazioni sociali e lo sport. Come sono? Tranquillo. Amo i miei genitori. Mamma è il punto di riferimento. Sono single. Vivo a Mondello insieme a Fallani e mi trovo bene. Mattia cucina, io lavo i piatti“.

Doda in questa stagione ha messo. a segno anche una rete. E pensare che ha mosso i suoi primi passi da attaccante: “Nella Rivarolese, la squadra del quartiere di Genova dove abito, facevo il trequartista o la punta esterna. La Samp mi prese perchè segnavo come Ricciardo o Sforzini. Fu Alessandro Ghillino a cambiarmi ruolo. Così, da Kakà sono passato a Dani Alves. La mia bandiera resta comunque Hysaj. Un giorno mi piacerebbe essere guidato da Sarri. E conoscere Mourinho“.

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Domani rosanero sfideranno in trasferta il Giugliano, i campani in casa hanno fin qui sempre e solo vinto: “Con la vittoria sul Messina abbiamo ritrovato entusiasmo e sorrisi. Vogliamo i tre punti. Siamo il Palermo, la mia ambizione è di esordire in A con la maglia rosanero. Pergolizzi? Non molla un attimo, ci fa stare concentrati e riesce a tirare dalle nostre prestazioni sempre qualcosa in più. Ed è un grande lavoratore. Con lui vietato sbagliare. Obbligati a vincere per la storia? Non ci pesa. Anzi, abbiamo più stimoli“.

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