Doda: “Io e Kraja insieme a Piana degli Albanesi, è stato un pomeggio emozionante. Palermo? Ecco cosa è successo con la Sampdoria”

Doda: “Io e Kraja insieme a Piana degli Albanesi, è stato un pomeggio emozionante. Palermo? Ecco cosa è successo con la Sampdoria”

“Il mondo mi è cascato addosso. Subito dopo ho avuto una richiesta dal Foggia, poi dal Palermo. Non ho avuto dubbi e ho spinto il procuratore a chiudere al più presto”

Per la mia nazione è stata una settimana molto triste. Sono addolorato e vicino a questa gente che oggi sta soffrendo“.

Esordisce così Masimiliano Doda, nella lunga intervista rilasciata ai microfoni de Il Corriere dello Sport. Il terzino destro del Palermo, nato il Albania, ha rivolto un pensiero ai suoi connazionali e nella giornata di ieri si è anche recato con il compagni di squadra Erdis Kraja, anch’egli di origini albanesi, a Piana degli Albanesi, dove è stato accolto da Pino Caramanno, tecnico del Palermo della rinascita: “Con Kraja, dopo l’allenamento, ci siamo recati a Piana, abbiamo conosciuto i membri della comunità e scoperto un gruppo di tifosi, “Piana rosanero” che ci ha accolti in maniera trionfale. Ci siamo ripromessi di tornare. Un pomeriggio di gioia, di riflessione e di emozione“.

FOTO Palermo, Doda e Kraja in visita alla ASD San Giorgio Piana

Doda si è poi soffermato sui suoi i inizia e sulla sua famiglia: “Fino a sette anni, sono cresciuto a Rreshen una frazione del comune di Mirdite, poi i miei genitori sono andati in Italia per cambiare modello di vita. Papà Alexander faceva il poliziotto, ora il muratore, il saldatore e tante altre cose. Io e mio fratello Armelo siamo rimasti con il nonno e siamo arrivati a Genova dopo un paio d’anni. I primi mesi sono stati difficili per la lingua e il cibo, poi piano piano ci siamo ambientati“.

Tutta la trafila nelle giovanili della Sampdoria, poi questa estate il mancato rinnovo e l’approdo in Sicilia: “Ho aspettato fino all’ultimo che la Samp mi offrisse un contratto. Invece, mi hanno scaricato, non facevo più parte del progetto. Non me l’aspettavo. Ero nelle giovanili con mio fratello Armelo che invece è rimasto. Il mondo mi è cascato addosso. Subito dopo ho avuto una richiesta dal Foggia, poi dal Palermo – ha raccontato Doda -. Non ho avuto dubbi e ho spinto il procuratore a chiudere al più presto“.

 

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