Forte dell'oculata e lungimirante sessione estiva legittimata dai risultati del campo, il club rosanero ha adottato nella finestra invernale una strategia conservativa. Tutelare equilibri ed intelaiatura dell'attuale organico rifinendolo con un paio di puntelli. Ultime 24 ore vibranti ma sono mancati quei guizzi, solo sfiorati, utili a compiere un ulteriore salto di qualità. Il mercato di gennaio del Palermo tra retroscena, criteri e scelte più o meno condivisibili...

<strong>Attacco e colpi mancati</strong>

Il reparto offensivo, fin qui, non ha fatto male. Ma andava certamente potenziato se si desiderava imprimere un chiaro cambio di marcia, tracciando un solco tra sé e le contendenti in questo girone di ritorno.  La conferma di Nestorovski è certamente un meritevole punto di partenza.

US Citta di Palermo President Maurizio Zamparini Visits Club Traning Ground

L'incedibilità a gennaio, salvo le famose proposte indecenti, concertata con la scuderia del calciatore, ha trovato riscontro nei fatti. Trajkovski, seppur a sprazzi, con massicce dosi motivazionali infuse dal mental coach Tedino, può essere importante in questa categoria.

Partiti Embalo e lo sfortunato Monachello, completano il reparto La Gumina e Balogh.

Il giovane palermitano deve forgiare un bagaglio tecnico potenzialmente di qualità ma ancora acerbo. Non trovando continuità d'impiego non sarà semplice riuscire nell'impresa.

L'ungherese dovrà, prima o poi, superare il suo calvario sul piano fisico, per mettere piede sul terreno di gioco e capire se, come e quando potrà essere utile alla causa. Entrambi costituiscono, per ragioni e su livelli diversi, due prospetti teoricamente futuribili, ma effettive incognite in ottica presente.

Moreo rappresenta un puntello utile e mirato. Per il definitivo salto di qualità, probabilmente, serviva uno sforzo ulteriore. Ancora un tassello oltre all'ex Venezia. Di diverso lignaggio e caratteristiche tecniche.

Il Palermo ne era perfettamente consapevole ed ha provato a piazzare quella zampata che avrebbe cambiato colore e sapore alla sessione. Contingenze e dinamiche, avverse ed imprevedibili, hanno vanificato operazioni virtualmente chiuse. Il giovane talento, classe 99,  Haksabanovic prima, il bomber di categoria Di Carmine dopo.

Profili in antitesi, trattative con genesi ed artefici differenti ma epiloghi analoghi.

Operazioni imbastite a tempi record, offerte importanti messe sul piatto.

Dietrofront e porta in faccia da West Ham e Perugia dopo l'iniziale intesa di massima che pareva preludere alla fumata bianca. Imprevisti insiti nel grande circo del calciomercato. Di fronte ai quali il Palermo si è trovato disarmato, nonostante Fabio Lupo avesse profuso il massimo sforzo sul piano negoziale e diplomatico. Formulando in entrambi i casi offerte congrue ai club ed ai calciatori sotto il profilo economico.

Passi decisi ma mossi probabilmente tardi. Con la prima operazione, inopinatamente saltata in mattinata, che ha decisamente condizionato tempi e modalità di sviluppo della seconda.

Bravo Lupo ad riaccendere in extremis, in un paio d'ore, una pista che sembrava congelata incontrovertibilmente. Forse la strategia di tentare il Perugia con un' offerta allettante a fil di sirena, per un classe 88 in scadenza nel 2019, era anche consapevolmente covata. Ma, nonostante il club umbro abbia vacillato, non è risultata vincente.

Il bomber toscano è stato sempre il primo obiettivo del ds rosanero che, sottotraccia, tesseva la sua intesa con l'entourage, in attesa del momento giusto per piazzare l'affondo che potesse vincere la resistenza del patron Santopadre. Il ritorno di Han a Cagliari e la prospettiva di dover gestire il malcontento della piazza, in seguito alla cessione di un big molto amato al "Curi", ha indotto la dirigenza umbra a respingere la pur lauta offerta del Palermo.

Calaiò è sempre stata una pista tenuta in piedi come soluzione last-minute, mai effettivamente battuta come corsia preferenziale. Vista l'abbondanza di interni in mezzo al campo, Coronado potrebbe sempre rientrare nel roster offensivo in qualità di trequartista o seconda punta. Resta un reparto competitivo per la categoria, acerbo in tema di prime alternative, conforme a legittimare ambizioni di vertice, ma non di caratura tale da sbaragliare a mani basse la concorrenza.

Un' ulteriore integrazione di livello sarebbe stata ideale per  innestare il turbo ed aumentare i giri del motore in chiave promozione diretta.  Confidiamo nella capacità di Tedino di valorizzare al massimo caratteristiche ed attitudini degli effettivi a sua disposizione, costruendo sulla base di una forte identità collettiva, mentale e tattica, la conquista di un traguardo che resta alla portata di questa squadra.

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