Forte dell'oculata e lungimirante sessione estiva legittimata dai risultati del campo, il club rosanero ha adottato nella finestra invernale una strategia conservativa. Tutelare equilibri ed intelaiatura dell'attuale organico rifinendolo con un paio di puntelli. Ultime 24 ore vibranti ma sono mancati quei guizzi, solo sfiorati, utili a compiere un ulteriore salto di qualità. Il mercato di gennaio del Palermo tra retroscena, criteri e scelte più o meno condivisibili...

<strong>Difesa e rischio esterno</strong>

Il reparto difensivo, Cionek a parte, è stato confermato in blocco.

La retroguardia, come testimoniano i numeri, ha dato prova di solidità, compattezza e grande forza, sul piano fisico e mentale. Struna e Bellusci i leader carismatici, Dawidowicz e Szyminski i prospetti già maturi, Fiore l'incognita da scoprire, Accardi il talento da svezzare, Rajkovic il lungodegente da recuperare alla causa. Roster che sembra fornire adeguate garanzie in vista del girone di ritorno.

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L'esterno di ruolo, che fosse vice Aleesami o bivalente, non è arrivato.

Il Palermo non ha ritenuto opportuno chiudere operazioni già definite o quasi (Del Grosso), spingere per ultimare trattative possibili (Rubin), compiere un investimento importante nel ruolo (Fiamozzi).

Scelta dettata dalla convinzione che le soluzioni adattabili che Tedino ha in casa (Fiordilino, Szyminski, Fiore) più il recuperato Rolando, ( Morganella è infortunato di lungo corso) possano costituire alternative valide ai titolari del ruolo Rispoli e Aleesami.

Valutazione rischiosa ed azzardata. A nostro avviso più che discutibile, per una squadra che fa del 3-5-2 il suo marchio di fabbrica e della spinta propulsiva sulle corsie una prerogativa preponderante delle proprie tracce offensive.  Integrare uno specialista del ruolo pronto, per qualità e personalità, a dare il suo contributo immediato alla causa, sarebbe stata una scelta opportuna.

Sul centrocampo non c'è molto da analizzare. Tedino ha rinunciato già in estate al playmaker puro ed ha forgiato al meglio le qualità degli interni a sua disposizione. Il reparto ha poco fosforo, notevole forza fisica, buona sagacia tattica, tempi di inserimento migliorabili, varie ed efficaci soluzioni. Jajalo, Chochev, Murawski, Dawidowicz, Gnahoré, Coronado. Chiunque è stato fin qui impiegato in zona nevralgica ha fatto complessivamente bene in relazione alle proprie caratteristiche.

Callegari permane uno sfizio di qualità e prospettiva futuribile, il cui arrivo è sfumato sull'altare di beghe e screzi tra agenti ed intermediari, che potrebbe anche essere nuovamente vagliato il prossimo giugno.

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