Forte dell'oculata e lungimirante sessione estiva legittimata dai risultati del campo, il club rosanero ha adottato nella finestra invernale una strategia conservativa. Tutelare equilibri ed intelaiatura dell'attuale organico rifinendolo con un paio di puntelli. Ultime 24 ore vibranti ma sono mancati quei guizzi, solo sfiorati, utili a compiere un ulteriore salto di qualità. Il mercato di gennaio del Palermo tra retroscena, criteri e scelte più o meno condivisibili...
<strong>Conclusioni</strong>
Il computo della sessione invernale ci consegna un Palermo che, probabilmente non ha quantità e qualità di opzioni tali da annichilire contendenti e campionato, ma possiede indubbiamente struttura, solidità e cifra tecnica sufficiente a vincerlo. Possibilmente senza passare dai play-off, in ragione della propria caratura e del livello degli avversari.
Dopo la lungimirante ed oculata strategia in sede di mercato estivo, la cui efficacia è stata legittimata dal campo, la sessione invernale è stata fortemente caratterizzata da una filosofia conservativa. Linea guida atta a salvaguardare intelaiatura, equilibri tattici, gestionali e relazionali in seno ad un gruppo coeso e armonioso, che funziona dentro e fuori dal campo. Solo un paio di puntelli finalizzati a definire alcune carenze, numeriche e peculiari, in precise zone del campo.
Non scompaginare livello e struttura della rosa con partenze eccellenti è certamente una buona base per continuare a concorrere, con ambizioni e valori tangibili, alla promozione in massima serie. Tuttavia, un paio di interventi ulteriori, sostanziali e di qualità, (un esterno ed un attaccante) avrebbero certamente consentito di poter sensibilmente accelerare sulle contendenti in vista del traguardo. L'esterno non è stato ritenuto, a torto a nostro avviso, indispensabile. L'attaccante è stato inseguito, forse tardivamente, profondendo, in sede di trattativa e proposta, il massimo sforzo ma imbattendosi in contingenze avverse e ribaltoni decisionali che hanno vanificato l'intento.
Non c'è stato immobilismo, né tanto meno mancanza di idee e voglia di fare, ma certamente era auspicabile riuscire a concludere, con criterio e maggiore risolutezza, qualcosina di più. Consapevolezza insita nella stessa dirigenza rosanero. Che, direttore sportivo in testa, resta fiduciosa ed ottimista, puntando forte su personalità, valore e motivazioni del gruppo, confidando nelle capacità di Tedino di lavorare con profitto su singoli e collettivo, ottimizzando identità, spirito e radicato concetto di squadra, veri tratti caratterizzanti del suo Palermo. L'auspicio è che possa bastare a centrare l'obiettivo primario: l'immediato ritorno in serie A.
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