Milan, Kessie: “Legato a Bennacer e Calhanoglu, ecco perchè. Il soprannome ‘Presidente’? Vi racconto”

Le dichiarazioni del centrocampista ivoriano

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Rinnovo? Adesso sono concentrato sul lavoro che deve portarci in Champions. A fine stagione parleremo col club

Queste le parole di Frank Kessie, centrocampista del Milan intervistato in esclusiva ai microfoni del noto settimanale Sportweek per fare il punto sul momento stagionale rossonero e non solo. Il mediano ex Atalanta ha trattato diversi temi all’interno del suo intervento, rccontando anche simpatici e curiosi aneddoti avvenuti dietro le quinte milaniste. In primissimo luogo, il classe ’96 ha parlato del lavoro che sta portando avanti il tecnico Stefano Pioli e delle lacune che, ad oggi, rendono il Milan una squadra non ancora del tutto perfetta.

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Di seguito le sue dichiarazioni: “Quando arriva un nuovo allenatore porta le sue idee e ti chiede cose nuove rispetto a prima. È normale che all’inizio fai fatica. Però abbiamo parlato e parlato, io ho lavorato tanto su di me per capire come dargli quello che voleva. E alla fine ci sono riuscito. Cosa ci manca? La continuità nei risultati. Le grandi squadre non si accontentano mai, vogliono vincere tutte le partite. Questa deve essere la nostra mentalità. Sappiamo che non è possibile vincere sempre, ma dobbiamo provarci. Ma siamo già una grande squadra».

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Kessie ha poi raccontato un simpatico aneddoto legato al suo soprannome da ‘Presidente’, affibbiatogli in occasione di un siparietto avvenuto qualche mese fa in quel di Milanello:”Il soprannome ‘Presidente’? Mi piace. È un nomignolo dato per scherzare, ma finché me lo dicono e nel frattempo lavoriamo duro, va bene. È successo che un giorno, a Milanello, parcheggio la macchina nel posto riservato a Gazidis. Uno della security, uno che chiamiamo Rambo, mi fa:“Franck, ma perché hai messo la macchina lì”? E io: “Lasciala, da oggi sono il nuovo capo del Milan”.E Ugo Allevi dell’ufficio stampa, che aveva assistito alla scena, dice: ‘Perché lui è il presidente!’ “.

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Il centrocampista ivoriano ha poi chiuso il suo intervento sottolineando l’ottimo rapporto con alcuni compagni, da Bennacer LeaoCalhanogluSono molto legato a Calhanoglu. Io e Hakan siamo arrivati insieme nella stessa estate di quattro anni fa. Io vado a casa sua, lui viene da me. Ci assomigliamo come carattere. Quando abbiamo il giorno libero stiamo quasi sempre assieme: andavamo al ristorante quando si poteva, a fare shopping al Duomo… Ma frequento anche Bennacer, Meite, Leao, Saelemaekers. Con Bennacer a centrocampo parliamo entrambi il francese. Mi succede pure con gli altri di esprimermi nella stessa lingua; solo dopo mi viene in mente che non mi capiscono. Allora mi sforzo di trovare la parola corrispondente in italiano, ma ormai l’avversario è andato”.

 

 

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