L'intervista esclusiva concessa da Massimo Oddo, ex Lazio, Milan e Bayern Monaco, già tecnico di Pescara e Udinese, alla redazione di Mediagol.it
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<strong>Crisi Milan</strong>
"Il momento complesso vissuto dal Milan sotto il profilo societario e tecnico? C'è una situazione un po' complicata in seno al club rossonero, da diversi anni c'è in atto questo cambio generazionale sia a livello dei giocatori sia in ambito dirigenziale. Non è semplice completare senza scompensi il passaggio generazionale in termini di organico, figuriamoci quando questo cambiamento coincide con quello manageriale. Tutto molto complicato. La filosofia attuale al Milan rispetto a quella adottata qualche anno fa è completamente nuova, una rivoluzione instillata dall'avvento di profili stranieri a livello di management e proprietà. Sappiamo quanto per noi italiani sia complicato adattarsi a metodologie e forma mentis del calcio estero e viceversa, quindi pensiamo a quanto possano essere significative le criticità nel cercare di conciliare strategie e linee di gestione italiane, come quelle di Boban e Maldini, con quelle di stampo inglese di Gazidis. Non conosco a fondo le dinamiche interne al club e l'argomento in questione, l'auspicio è quello che il Milan possa tornare rapidamente al livello che ha sempre mantenuto, per invertire il trend ci vorrà però unità di intenti e chiarezza. Il ritorno di Zlatan Ibrahimovic? È un amico e un grande campione, sta dando una preziosa mano a questa squadra che aveva bisogno di un leader carismatico di spogliatoio. Serviva qualcuno che potesse prendere le redini della squadra in questo momento delicato e lui lo sta facendo con la sua straordinaria personalità, aiutando in campo e fuori un gruppo di ragazzi che sta avendo un po' di difficoltà. Il flop di Ancelotti a Napoli? La bravura di un allenatore non è direttamente proporzionale al suo percorso in una singola società, un grande allenatore per fare bene deve comunque avere il supporto di tutti. Non posso esprimermi per quanto riguarda quello che è successo a Napoli perché non conosco da vicino la realtà dei fatti, quello che posso dire è che si è notato un evidente contrasto tra le principali componenti in seno al club. Ho una mia convinzione: dietro il successo ed il rendimento brillante di ogni compagine c'è sempre grande armonia e solidità tra società, allenatore e squadra. Se viene meno questo valore aggiunto, difficilmente si ottengono risultati di rilievo. I guai con la giustizia di Ronaldinho? Ho letto e visto quello che gli è successo e mi dispiace molto per lui, mi viene difficile pensare che una persona leale e gioiosa come lui abbia potuto fare la cosa che gli si imputa. Una vicenda molto strana, vedremo come andrà a finire ma credo che, per quanto lo conosco, riuscirà con la forza dell'allegria e dell'ottimismo a superare anche questa fase critica, mi auguro che questa situazione possa concludersi rapidamente".
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