Serie A femminile, Cabrini: “Sara Gama è diventata un simbolo, i 40.000 allo Juventus Stadium uno spettacolo”

Serie A femminile, Cabrini: “Sara Gama è diventata un simbolo, i 40.000 allo Juventus Stadium uno spettacolo”

L’ex terzino di Juventus e Nazionale azzurra ha detto la sua in merito all’esplosione avvenuta negli ultimi anni del calcio femminile

Antonio Cabrini commenta con orgoglio il rinnovamento del calcio femminile.

Il campione del mondo con la Nazionale azzurra a Spagna ’82, ai microfoni di TMW Radio, ha parlato di come il mondo del pallone in rosa abbia pian piano spiccato il volo. L’ex terzino della Juventus e dell’Italia, commissario tecnico della Nazionale femminile dal 2012 al 2017, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni.

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“Era un altro calcio perché le squadre femminili non facevano ancora parte delle società maschili. Si è lavorato molto bene nonostante le difficoltà. Oggi c’è stata una grande rivoluzione perché le ragazze sono diventate delle calciatrici vere. Il calcio femminile è molto diverso da quello maschile, è proprio un altro sport. C’è stato un passaggio importante, una crescita esponenziale del mondo femminile. Siamo a metà dell’opera. In grande crescita, che però deve essere favorita da una mentalità professionistica e da un fattore atletico. Dovranno arrivare in Italia delle giocatrici che stanno danno moltissimo al calcio nel loro paese. La Juventus se entra lo fa per essere protagonista. Nel momento in cui la Juve ha deciso di entrare nel calcio femminile, circa tre anni fa, mi hanno chiesto quali fossero le giocatrici migliori. Io risposi che erano quelle che giovavano in Nazionale e la Juventus comprò due terzi di quella formazione. Sara Gama? È sicuramente nel meccanismo del calcio italiano prima in punta di piedi e poi affermandosi e dando un’immagine precisa a tutto il movimento. 40000 persone a una partita di calcio femminile? Non me lo sarei mai immaginato, nonostante l’ingresso gratuito. È stata un’immagine televisiva molto importante verso i media che stanno ancora snobbando il calcio femminile. Manca ancora molto per far crescere il movimento”.

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