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LA POLEMICA

Serie B figlia di un Dio minore: tra errori arbitrali e silenzio istituzionale

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La serie B è ormai da anni al centro di diverse polemiche arbitrali, che restano però solo voci senza spiegazioni o scuse dagli organi competenti
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Di Nicholas Barone e Giuseppe Donato

Da qualche anno a questa parte, dopo l'introduzione del VAR e delle nuove tecnologie in ambito calcistico, per aiutare l'arbitro nelle scelte di campo, le polemiche sembrano essere ormai all'ordine del giorno, tra Serie A e presunti errori in ambito europeo. Gli strumenti, che avrebbero dovuto spegnere la maggior parte delle controversie, le hanno in realtà amplificate, creando un tema di tensione costante in ambito di decisioni arbitrali. Ma, se nel massimo campionato le scelte dubbie vengono discusse, spiegate tramite interventi TV e dallo stesso arbitro in campo, nel campionato di Serie B sembra regnare il caos: polemiche settimanali, errori grossolani e nessun intervento da parte di chi dovrebbe arginare tali discussioni.

Ogni giornata di cadetteria porta con sè delle decisioni poco chiare e che, talvolta, decidono irrimediabilmente le gare: basti pensare al gol annullato al Bari nella gara contro il Mantova della scorsa giornata, per un presunto fallo sul portiere fischiato dall'arbitro, senza un contatto realmente falloso. O ancora, l'intervento, ritenuto falloso, commesso da Sgarbi per il gol del 2-1 del Padova contro il Monza, poi annullato dopo l'intervento del VAR. O, infine, il rigore non dato allo Spezia dopo una plateale sbracciata volontaria di Marconi, difensore dell'Entella, nei minuti finali della gara. Questi episodi, tra i più discussi dai tifosi, non hanno avuto neanche un chiarimento nelle sedi opportune. In Serie A è ormai consueto vedere chiarimenti con tanto di spiegazione del regolamento, ammonimenti per chi sbaglia e scuse, nei casi più gravi, da parte delle istituzioni. In seconda divisione, al contrario, c'è un silenzio assordante che porta solo a dubbi su dubbi.

Non aiuta certamente la classe arbitrale che compone la Serie B: tanti arbitri che, dopo prestazioni non all'altezza in A, vengono assegnati alla B, commettendo - delle volte - altri disastri colossali. In questo caso, però, non esistono punizioni o spiegazioni, ma solo tanta rabbia per chi subisce tali errori. La soluzione per gli errori arbitrali della massima serie, è ormai evidente, non può essere quella di retrocedere un fischietto in caso di grossi errori: al contrario tali scelte portano ad arbitri che, per la voglia di strafare, commettono inesattezze molto più gravi. Bisognerebbe, invece, essere più severi negli ammonimenti, così da creare una classe arbitrale meritevole, che rappresenti l'Elitè per la A e per la B.

Non aiuta neanche la ridotta - per usare un eufenismo - lista di nuove tecnologie utilizzate: il VAR, unico reale strumento moderno, viene penalizzato da poche telecamere, poco chiare e che il più delle volte portano a interpretrazioni personali degli episodi. Il campionato non è provvisto nemmeno della Goal Line Technology, introdotta ben undici anni fa in Italia, e che ha portato a tanti casi di dubbi su palloni vaganti sulla linea di porta.

In sostanza, gli errori nel campionato non solo non vengono sottolineati, ma vengono reiterati per una gestione che non appare limpida nell'economia di un campionato avvincente, pieno di piazze importanti e che - soprattutto - rappresenta il secondo livello di professionismo nel Paese. In un contesto così delicato, in cui ogni punto può valere una promozione o una retrocessione, non si può rischiare che a fare notizia siano più gli arbitri che le squadre in campo. E, nonostante questo, la realtà parla di una lega totalmente abbandonata a sè stessa in cui anche gli errori più grossolani non vengono evidenziati da stampa, social e stessi organi di competenza. La Serie B merita investimenti tecnologici al pari della Serie A, per avere più credibilità nelle decisioni, poichè senza di essa, inizierebbe a venire meno quella del campionato. Fintanto ciò non avverà, non saranno solo le squadre a soffrirne ma anche l'intero sistema calcio Italiano, che da un lato incoraggia la visione e l'attenzione verso le leghe minori, ma al contempo ne limita la cura per i dettagli.

In conclusione, la serie cadetta ha tutte le carte in regola per essere un campionato di grande valore, ma necessita di maggiore attenzione sotto il profilo arbitrale e tecnologico. Un miglioramento nella comunicazione e negli strumenti a disposizione potrebbe contribuire a rendere le decisioni più chiare e condivise. L’obiettivo non è eliminare ogni errore, ma ridurre le incomprensioni e le tensioni che ne derivano. Con un percorso di crescita graduale e strutturato, anche la cadetteria può allinearsi agli standard più elevati. Sarebbe un passo importante per tutelare il lavoro delle squadre e la passione dei tifosi.