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Serie A, Spadafora: “Ripresa giusta, ma ognuno si prenda sue responsabilità. Partite in chiaro? Rispondo così”

Le dichiarazioni rilasciate dal ministro dello sport Vincenzo Spadafora in merito alla ripresa della Serie A a fronte dell’emergenza Coronavirus

Mediagol22

Si torna in campo.

I vertici del calcio hanno deciso, di concerto con il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, di far ripartire la stagione di Serie A e, successivamente, quelle di nel rispetto dei protocolli sanitari necessari per preservare la salute di giocatori e membri dello staff a fronte dell’emergenza Coronavirus. La prima gara ad andare in scena, tuttavia, sarà la semifinale di Coppa Italia tra Juventus e Milan, in programma il 13 giugno. Nei giorni successivi, invece, si svolgerà l’altra semifinale tra Napoli Inter. Per rivedere in campo la massima serie italiana si dovrà invece attendere il 20 e 21 giugno, quando si giocheranno i recuperi della venticinquesima giornata.

Il Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, intervenuto ai microfoni di Rai 2, ha parlato del via libera al ritorno in campo, soffermandosi su rischi e polemiche ad esso collegati.

“La preoccupazione continua ad esserci e ci ha portato a prendere decisioni con la giusta responsabilità. Quando eravamo in difficoltà con le terapie intensive c’erano pressioni dal mondo del calcio paradossali. Adesso che si può è giusto riprendere e sono felice che lo si faccia con la Coppa Italia con il 17 giugno la finale nell’anniversario di Italia-Germania. Dovremo comunque continuare ad avere la massima attenzione perché non siamo ancora fuori. Serie B e C? Quando abbiamo incontrato la FIGC ieri erano presenti anche queste due leghe. Hanno accettato anche loro i protocolli. La Lega Pro ha palesato difficoltà economiche, ma sono situazione sulle quali dovrà lavorare la Federazione”. E sul parere discordante di AIC e giocatori sulla ripresa: “Le dichiarazioni di Tommasi vanno in quella direzione. Il Governo è stato coerente con la Lega che ha visto invece posizioni diverse. Io mi auguro che ognuno si prenda le sue responsabilità”.

A proposito, invece, della possibilità di trasmettere le partite in chiaro: “Abbiamo la necessità di evitare assembramenti nei luoghi pubblici con la ripresa dei campionato e ho chiesto la disponibilità ai broadcaster e continuerò a lavorare anche solo per qualche partita. Non escludo un intervento normativo per salute e ordine pubblico, ma prima di tutto punterò sul dialogo”.