Coronavirus, si ferma anche l’Ungheria. Sannino: “Stop a tempo inderterminato”

Coronavirus, si ferma anche l’Ungheria. Sannino: “Stop a tempo inderterminato”

Anche il campionato ungherese si è fermato a causa dell’emergenza per la diffusione del Coronavirus

Il calcio si ferma anche in Ungheria.

L’emergenza per la diffusione del Coronavirus ha ormai raggiunto tutta l’Europa, e sta iniziando ad allarmare anche gli stati oltreoceano: ieri sera i giocatori del Gremio sono scesi in campo indossando le mascherine chirurgiche per protestare contro la decisione di continuare a giocare, e poche ore dopo anche la Serie A brasiliana è stata finalmente sospesa.

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Il Brasile è soltanto uno degli ultimi paesi a prendere questa decisione: nella lunga lista fa da capofila l’Italia e la Serie A, primo campionato a prendere la decisione di sospendere tutte le manifestazioni sportive, subito seguite a ruota dalla Liga, la Ligue 1, la Premier League, la Bundesliga e tutti gli altri campionati europei, che hanno registrato casi di calciatori positivi al tampone per il Coronavirus. Un’emergenza che ha costretto anche la Uefa a prendere una decisione dall’importanza storica, ossia la sospensione della Champions League e dell’Europa League.

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Adesso anche in Ungheria hanno finalmente scelto di sospendere tutte le competizioni, compresa la Nemzeti Bajnokság, massima divisione del paese. A commentare tale decisione è intervenuto il tecnico dell’Honved di Budapest e vecchia conoscenza del calcio italiano, Giuseppe Sannino (che tra i tanti i club ha allenato il Palermo e il Chievo), che ha parlato così ai microfoni di ANSA: “Invece da domani l’attività agonistica è sospesa, non si gioca più. Lo stop è a tempo indeterminato, noi abbiamo disputato la nostra ultima partita sabato scorso, perdendo, mentre mercoledì 11 avevamo giocato per la Coppa nazionale qualificandoci per le semifinali. Ora cerco di capire come stanno le cose prima di decidere se rimanere qui, dove sono solo, o tornare in Italia“.

Sannino era tornato in panchina proprio l’11, in occasione del match di Coppa, dopo una quarantena di 15 giorni impostagli dal club perché era stato in Italia: “Ho passato la quarantena in casa, ero sempre solo, poi mi hanno fatto il tampone e sono risultato negativo. Ora ci sono anche qui delle restrizioni, ma l’importante è la salute“.

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