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Coronavirus, Conte: “Lavoriamo su fondo finanziario. Mes inadeguato, lotteremo per gli eurobond”

Le dichiarazioni rilasciate dal Premier Giuseppe Conte in conferenza stampa in merito al fondo per la ripartenza dell'Unione Europea

Mediagol22

Parla Giuseppe Conte.

L'emergenza sanitaria legata alla diffusione del Covid-19 continua a mettere in ginocchio l'Europa e il mondo intero. Il Governo italiano, che da oltre un mese sta mettendo in atto contromisure rigorose ma necessarie per contrastare la drammatica situazione, ha ulteriormente prorogato il lockdown della nazione fino al 3 maggio, nonostante i dati adesso siano in lieve miglioramento. Intanto, i ventisette paesi dell'Unione Europea discutono in merito all'attuazione di un fondo per la ripartenza.

Il Presidente del Consiglio, intervenuto in conferenza stampa al termine di un lungo vertice con i capi delle delegazioni dei partiti al governo, ha parlato delle misure finanziarie necessarie per combattere l'emergenza Coronavirus in Europa, soffermandosi, in particolare, sulle polemiche relative al fondo salva-Stati emerse nelle scorse ore.

"Saranno necessari 1500 miliardi di euro per fronteggiare l'emergenza, è la più significativa crisi per l'Europa e per tutto il mondo dal dopoguerra. Negli Stati Uniti il sostegno ammonta a 2200-2300 miliardi, anche questi sono numeri mai visti in tempo di pace. Le proposte messe ieri sul tavolo dai leader dell'Eurogruppo sono un primo passo verso la risposta europea. Il ministro Gualtieri ieri ha fatto un grande lavoro, l'Italia giudica ancora insufficiente questo primo passo. Occorre lavorare ancora per ottenere qualcosa di più ambizioso. Lavoreremo su un fondo finanziato ad esempio dai famosi eurobond. Il fondo deve avere una potenza di fuoco proporzionata alle risorse richieste da un'economia di guerra. Deve essere disponibile subito, l'ho detto ai miei omologhi. Potremmo arrivare a questa risposta adeguata sul piano economico, ma sarà insufficiente se arriveremo tardi. La somma originariamente pensata potrebbe non bastare.

Le proposte contengono anche uno schema assicurativo per la cassa integrazione, che metterà a disposizione 100 miliardi a ciascuno Stato membro. Potenzieremo anche la Banca europea per gli investimenti, che attiverà 200 miliardi. Viene proposta anche una linea di credito per la sanità, sulla base del Mes. Su quest'ultimo punto si è levato un dibattito in Italia. È importante condurlo in maniera corretta. Il Mes non è stato attivato la scorsa notte, è attivo dal 2012, al contrario di quanto dichiarato falsamente da Matteo Salvini e Giorgia Meloni

L'Eurogruppo ha lavorato su questa proposta che è ancora sul tavolo, che è collegata al Mes, su proposta di diversi Stati, ma non dell'Italia. Noi non abbiamo firmato alcuna attivazione del Mes. Non abbiamo bisogno del Mes, l'ho già dichiarato. Per noi il Mes è uno strumento inadatto e inadeguato per l'emergenza che stiamo vivendo. Nell'ultimo consiglio Europeo l'ho chiarito ai miei omologhi, non riteniamo il Mes adeguato all'emergenza e non ne abbiamo bisogno. Nell'accordo che è ancora sul tavolo è presente un paragrafo che tiene viva la nostra proposta sugli eurobond. Parliamo di affermazioni di principio, dobbiamo ancora lavorare, ma per la prima volta abbiamo messo tutto nero su bianco e gli altri Paesi hanno dovuto accettare questa cosa. Non è un'esplorazione del futuro, ma un'approvazione di questo strumento che deve essere applicabile immediatamente.

Le menzogne e le falsità ci fanno male e ci indeboliscono nella trattativa. Avevo chiesto all'opposizione di restare uniti in questa fase, ma rischiamo che a uscire indebolito non sia il Governo o Giuseppe Conte, ma l'intera Italia. Il negoziato è difficilissimo, se ci avessero lasciato scrivere l'accordo da soli, sarebbe già scritto. Ci sono altri 27 Paesi e altri 27 popoli a cui parlare per far capire il nostro progetto".