Coppa Italia, la decisione della prefettura: Juventus-Milan non si gioca, rinviata a data da destinarsi

Coppa Italia, la decisione della prefettura: Juventus-Milan non si gioca, rinviata a data da destinarsi

La Lega e la FIGC hanno scelto di rinviare anche la sfida tra la Juventus e il Milan: il ritorno delle semifinali di Coppa Italia non si giocherà domani sera

Arrivano notizie sulla sfida tra la Juventus e il Milan.

L’emergenza per la diffusione del Coronavirus ha fortemente condizionato il calendario di Serie A, con tantissime gare che sono state rinviate al fine di evitare l’affollamento dei tifosi negli stadi e rispettare di conseguenza le misure di sanità nazionale imposte del Governo, che ha chiuso anche le scuole nelle regioni più a rischio come Piemonte, Veneto e Lombardia. Per tale ragione tra le gare soggette a rinvio vi è stato anche il big match tra Juventus e Inter, decisione presa dalla Lega e della FIGC che ha causato forti contestazioni in particolare degli esponenti del club nerazzurro, i quali si sono fortemente schierati contro i rappresentati dell’organo del campionato italiano.

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Stando alle ultime decisioni di Lega e FIGC, la data stabilita per recuperare una sfida delicatissima per le sorti dello scudetto dovrebbe essere lunedì 9 marzo, e di conseguenza la ventisettesima giornata di Serie A slitterebbe nel mese di maggio: così facendo, il campionato potrebbe riprendere regolarmente con tutte le squadre che avrebbero lo stesso numero di partite giocate.

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Vi erano dunque molte incertezze anche sulla sfida tra la Juventus e il Milan, valida per il ritorno delle semifinali di Coppa Italia, prevista per domani sera sul campo dell’Allianz Stadium. Come era comunque prevedibile, vista la scelta di Governo di mantenere chiuse le scuole e le università, dopo un lungo incontro in prefettura le istituzioni calcistiche hanno deciso di rinviare la gara a data da destinarsi, non prendendo dunque in considerazione la possibilità di giocare a porte chiuse. La presidenza del consiglio ha così modificato in toto le indicazioni contenute nel decreto di domenica, che in base all’articolo 3 lasciava alla Regione Piemonte la facoltà di riprendere le attività scolastiche, ricreative e sportive.

 

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