Palermo, il talento freezato di Silipo: la stagione in salita del gioiello scuola Roma. Un jolly per Filippi in chiave playoff

Stagione difficile e travagliata per Andrea Silipo in linea con quella del club rosanero

silipo

La stella di Silipo

di Leandro Ficarra

Mangiare polvere, senza mai abbassare gli occhi. Masticare amaro, testa alta e spalle larghe, per poi godersi l’aroma pregnante della gloria. 

Schiena dritta, piedi ben saldi per terra. Non farsi spazzare via dalla bufera delle contingenze avverse. Dribblare dossi ed ostacoli che rendono fioca ed impervia l’alba del tuo percorso. Spingere forte e non mollare un millimetro. Specie quando la salita si fa ripida e faticosa. Tempra e carattere per tenere botta, la bussola dell’amor proprio per non smarrire la strada maestra. Le ali del talento per planare sul traguardo ed oltre i propri limiti.

La stella di Andrea Silipo, jolly offensivo classe 2001 scuola Roma, si è parzialmente eclissata tra le nubi della controversa e deludente stagione del Palermo.  L’enfant prodige della cantera giallorossa, gemma preziosa e decisiva nella conquista del Double dell’Under 17 nel 2018, ha stregato tecnici, dirigenti e talent scout fin dai primi passi mossi sul rettangolo verde. Frontman della formazione Allievi, allora guidata dall’attuale tecnico del Catania, Francesco Baldini, il pupillo di Bruno Conti ha griffato con una doppietta lo Scudetto di categoria vinto tre stagioni fa dalla società capitolina.  Sacrificato sull’altare di contingenze tattiche e scelte tecniche in seno alla primavera di Alberto De Rossi, Silipo ha sposato la causa rosanero nel gennaio 2020.

La corte, pressante e lusinghiera,  ad opera del binomio dirigenziale  composto da Rinaldo Sagramola e Renzo Castagnini. Entrambi ammaliati da colpi e movenze del gioiello del settore giovanile giallorosso. Palermo culla accogliente per svezzare e nutrire estro e genio calcistico del classe 2001.

La pancia del Barbera serra ideale per coltivare il seme di un talento prossimo a germogliare.

Il ginepraio della Serie D come palestra, probante e formativa, primo ostico ed indicativo step da compiere nell’anticamera del professionismo. Lo scenario prospettato dal management rosanero stuzzica e convince dirigenza della Roma ed entourage del calciatore.  Il club capitolino cede in prestito semestrale il calciatore al Palermo di Hera Hora nel gennaio 2020.

Trequartista, estremo polivalente di un tridente offensivo, elastico a sostegno di un attaccante centrale, all’occorrenza seconda punta.

Duttilità, doti balistiche, sopraffina tecnica individuale. Fantasia e ricercatezza in sede di rifinitura e finalizzazione.  Profilo brevilineo dotato di dribbling stretto e cambio di passo. Struttura muscolare da definire ed ottimizzare, ampi margini di miglioramento sotto il profilo di applicazione ed intensità, mentale ed agonistica, nell’arco dei novanta minuti.

Silipo esordisce al “Barbera” con un saggio del suo talento puro e cristallino. Surplace, guizzo folgorante e parabola velenosa a suggellare il vittorioso derby contro il Marsala. Prestazione monstre contro il Biancavilla, mancino d’autore all’incrocio ed assist al bacio per Lucca, punto apicale della sua parabola rosanero. Il ragazzo diviene ben presto pregiata e golosa ciliegina sulla torta ben lievitata da Pergolizzi. Leccornia dolcissima per i tifosi rosanero, intruglio indigesto per gli avversari.

Nove presenze condite da un gol, due assist e tante giocate di qualità. Score lodevole per un millenials al primo giorno di scuola. Bottino maturato, prevalentemente da subentrante, nei due mesi di campionato disputati prima della sospensione forzata causa Covid-19. Torneo che la compagine guidata da Pergolizzi vincerà con merito in virtù del primato in classifica cristallizzato al momento dello stop.

L’entusiasta e comune intento di protrarre l’idillio anche nella stagione che sancisce il ritorno del club roanero nel calcio professionistico.

Il Palermo non lascia Silipo. Anzi, raddoppia. La trattativa, articolata e sotto traccia, con la Roma e gli agenti del calciatore produce la fumata bianca,

La Società siciliana rileva il cartellino del giocatore a titolo definitivo, la Roma si garantisce un diritto di recompra biennale fissato intorno ai 500.000 euro, da esercitare entro giugno 2022, il talento capitolino sottoscrive un contratto con il club rosanero con scadenza 2024. 

Referenze e propositi ambiziosi per il Palermo 2020-2021 che si presenta ai nastri di partenza del girone meridionale della Serie C con Roberto Boscaglia in panchina. Il tecnico gelese, fautore di un calcio audace e propositivo, ha già centrato due promozioni in Serie B e vanta significativi trascorsi professionali in categoria superiore. Sembravano esserci le premesse ideali per una stagione di vertice, all’insegna del gioco e dei risultati, ma già lacune ed omissioni in sede di allestimento dell’organico destavano più di una perplessità.  Vizi di programmazione, beghe societarie, incongruenze gestionali, errori di valutazione. L’incubo Covid-19 a complicare ulteriormente il quadro tecnico e finanziario. L’era Boscaglia troncata bruscamente sull’altare di criticità tecniche, tattiche e relazionali. L’avvento di Filippi ed il viaggio playoff  da vivere dagli ultimi vagoni del treno. 

I percorsi del Palermo e di Silipo che transitano su un binario parallelo. Fuorviati da discontinuità ed incongruenze, errori e circostanze infauste.

Il talento del classe 2001 freezato tra le pieghe di una stagione opaca e travagliata sul piano collettivo. Poco spazio, un paio di lampi di classe, troppe partite vissute per intero dalla panchina.  C’è ancora tempo per rifarsi, scrivendo un finale diverso e gettando le basi per un futuro comune?

 

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