Balzaretti: “Ilicic uno dei più forti in Serie A, è cambiato qualcosa in lui. A Palermo era indegno, nei prepartita…”

Balzaretti: “Ilicic uno dei più forti in Serie A, è cambiato qualcosa in lui. A Palermo era indegno, nei prepartita…”

Federico Balzaretti, l’ex Roma e Palermo, racconta a tutto tondo l’ex compagno rosanero Josip Ilicic: dagli esordi al poker in Champions League

Federico Balzaretti racconta Josip Ilicic.

Nel corso della sua lunga carriera, l’ex terzino del Palermo e della Nazionale italiana, ha potuto ammirare tanti giocatori dalla classa sopraffina: da Nedved a Marchisio, ai tempi della Juventus, fino a Totti a De Rossi, ai tempi della Roma, e molti altri ancora. Tuttavia, uno su tutti, ha colpito maggiormente il classe ’81 per l’incredibile evoluzione: si tratta del fuoriclasse sloveno, oggi trentaduenne ed è l’anima, genio e sregolatezza dell’Atalanta di Gasperini.

Balzaretti, attualmente dirigente sportivo, intervenuto ai microfoni di Goal.com, ha rivelato aneddoti e retroscena sul suo ex compagno ai tempi del Palermo. Tutto ebbe inizio nell’agosto 2010, preliminari di Europa League; da una parte il Palermo, dall’altro il Maribor di Ilicic: “Tra il match d’andata e quello di ritorno si diceva che lui e Bacinovic fossero già stati acquistati dal Palermo. Avevamo vinto 3-0, ma al ritorno in Slovenia stavano perdendo 2-0 e ricordo che scherzosamente li minacciavamo: ‘guardate che poi dovete venire a Palermo, se poi ci eliminate sono cacchi vostri’ – ricorda sorridente Balzaretti -. Fortunatamente poi ci qualificammo.”

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Immancabile poi la parentesi concerne sul suo sbarco al Palermo e sulla sua indole tutt’altro che attiva ed estroversa: “Sembrava Olivia di Braccio di ferro. Arrivò con un marsupio e un paio di jeans strettissimi che mettevano in risalto quelle gambine magrissime. Ti chiedi come fa a essere così rapido un giocatore con queste leve o così tecnico un giocatore con questi piedi. Lui è tutto una contraddizione: lo chiamavamo la ‘nonna’. Com’era caratterialmente? Lo vedevi sempre con quell’atteggiamento particolare. Nel prepartita era indegno, voleva essere lasciato tranquillo, correva a 3-4 chilometri all’ora, poi arrivava il momento di esercitarsi sui tiri e allora dava spettacolo. Alle difficoltà non reagiva mai come doveva reagire, se le cose andavano bene rendeva, altrimenti si buttava giù”.

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Chiosa finale sull’incredibile evoluzione di Ilicic sotto la guida di Gian Piero Gasperini:La svolta è stata capire come affrontare le cose, la sua crescita, lo switch è stato mentale. La grande differenza nel leggere le situazioni durante la partita, sapere sempre prima cosa fare. Oggi è sicuramente tra i tre giocatori più forti della Serie A”.

 

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