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Barcellona-Real Madrid, Valverde: “Il Clásico è il Clásico. Protesta tifosi? Non devo valutare io…”

Il tecnico del Barcellona ha commentato la sfida contro il Real Madrid, terminata 0 a 0

Mediagol52

Un Clásico atipico.

Questa sera sul manto erboso del Camp Nou è andata in scena la sfida tra il Barcellona e il Real Madrid, che si sono affrontati in occasione della decima giornata della Liga: la gara è terminata con il risultato di 0 a 0, e le due squadre sono dunque rimaste ancora appaiate al primo posto in classifica con 36 punti.

Al termine del match il tecnico del Barcellona, Ernesto Valverde, è intervenuto ai microfoni di Movistar, rilasciando le seguenti dichiarazioni: "Partita molto combattuta, le due squadre hanno dominato a fasi alterne. Ci hanno pressato molto alti mettendoci in difficoltà e creando occasioni da gol pericolose. C'è stata molta tensione e molti cartellini, ma il Clásico è il Clásico. Ci aspettavamo questo ritmo, quando il tuo avversario è forte e sul campo ti eguaglia, a decidere la partita sono i duelli individuali. Busquets? Aveva la febbre e ho deciso di non farlo giocare dall'inizio. Era un po' irritato, ma preferivo tenerlo in panchina per farlo entrare a partita in corso. Avremmo voluto vincere in casa, ma questo tipo di partite sono complicate. Avevamo l'obbligo di vincere più di loro, ma alla fine la classifica rimane la stessa, il campionato andrà così. Se il Real esce rafforzato? Ognuno vede la partita dal suo punto di vista, accetto il fatto che ognuno pensi che la sua squadra stia facendo bene".

La gara è stata condizionata anche dal clima di tensione tra le due tifoserie, e i sostenitori blaugrana nel corso del secondo tempo hanno lanciato dei palloni in campo per sostenere l'indipendenza della Catalogna: "Non mi sono accorto di nulla per la tensione che c'era durante la partita in campo. Mi sono reso conto che qualcosa non andava quando sono iniziati a piovere palloni. L'abbiamo vissuta normalmente, bisogna vivere il Clásico per quello che è: una partita tesa. Tsunami democratico? Non sono io che devo valutarlo, ci sarebbe piaciuto giocare il giorno prestabilito".