Il noto procuratore internazionale, agente anche del calciatore norvegese, ha motivato il perché della scelta di non proporre il suo assisto al club bianconero

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Erling Braut Haaland il predestinato.

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Il sogno del giovanissimo talento classe '00 in forza al Borussia Dortmund è sempre stato quello di diventare un calciatore professionista come lo era stato il papà. Crescere in una piccola cittadina del sud-ovest norvegese quale Bryne non è stato un vantaggio per il possente centravanti nordico che si è comunque saputo imporre e fin da piccolo ha sempre dimostrato di voler sfondare nel mondo del calcio. Avere in casa un modello da seguire è senza dubbio un punto a vantaggio, ma Erling ha confermato di avere qualcosa in più rispetto al padre che ha comunque collezionato nell'arco della propria carriera 181 presenze in Premier League. Per i prossimi anni un obiettivo da raggiungere è senza dubbio vincere quella classifica cannonieri che in Bundesliga fu vinta anche dal suo connazionale Jorn Andersen nel lontano 1990 con la maglia dell'Eintracht addosso.

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Grande voglia di far bene e spirito di abnegazione per il centravanti scandinavo che non ha alcuna intenzione di fermarsi, anzi il suo sembra essere un futuro più che roseo. Ne è convinto anche il suo procuratore, Mino Raiola, che nel corso di una recente intervista rilasciata a 'Repubblica', ha spiegato il perché del suo rifiuto alla Juventus.

"Perchè non ho portato Haaland alla Juve? Lo avrebbero fatto giocare in Under 23".

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