Palermo, Zamparini ancora agli arresti domiciliari: allo studio una nuova istanza fallimentare. La situazione

L’ex patron rosanero resta ai domiciliari, futuro societario ancora a rischio: i pm studiano una nuova iniziativa in sede fallimentare

Maurizio Zamparini rimane ancora agli arresti domiciliari.

(Palermo, Irap e plusvalenze: mancano documenti fondamentali, il club rischia…)

Non vi sarebbero buone nuove rispetto alla più recente pronuncia della Cassazione, e quindi del Tribunale del Riesame, che aveva ritenuto fondate le esigenze cautelari nei confronti dell’ex patron del Palermo Calcio, il quale, all’interno della delicata ed ingarbugliata situazione relativa al club rosanero, sarebbe stato valutato come non estraneo al contesto in cui si starebbe muovendo attualmente la società di Viale del Fante. Il Gip Gioacchino Scaduto, secondo quanto riportato stamane da Il Giornale di Sicilia, avrebbe così respinto l’istanza presentata dagli avvocati Antonio Gattuso ed Enrico Marzaduri:

Il no del giudice è arrivato anche sulla base di un articolato parere negativo della Procura. I pm del pool coordinato dal procuratore Francesco Lo Voi e dall’aggiunto Salvatore De Luca hanno ribadito le loro ragioni anche in un altro parere, con cui hanno detto di no pure all’ingresso in casa Zamparini di un commercialista, che dovrebbe trattare con l’ex patron ed ex azionista di maggioranza dell’U.S. Città di Palermo le questioni relative alle società del gruppo dell’imprenditore friulano. Autorizzata invece la visita, nell’abitazione di Aiello del Friuli, dell’avvocato civilista Andrea Bettini“.

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Secondo quanto affermato dall’accusa, inoltre, parrebbe tutt’altro che rassicurante la situazione attualmente in essere all’interno della società siciliana: per tale ragione sarebbe infatti allo studio, ed addirittura prossima alla presentazione, una nuova iniziativa in sede fallimentare, in seguito a quella già precedentemente andata a vuoto alla fine di marzo di un anno fa. Considerato il caos che negli ultimi mesi ha avvolto e sta ancora avvolgendo il club rosanero, con gli inglesi di Sport Capital Group “acquirenti fantasma”, i creditori che bussano sempre più con insistenza alla porta del Palermo Calcio, l’affidamento della presidenza al dirigente romagnolo Rino Foschi e l’incarico di amministratore delegato a Daniela De Angeli, ossia due dei fedelissimi storici proprio dell’imprenditore friulano: “le esigenze di impedire la commissione di nuovi falsi in bilancio da parte dell’indagato ci sarebbero tutte e sono ritenute più che solide dal Gip“.

Allo stesso tempo, però, vi sarebbe pure l’intervento di nuovi aspiranti soci come l’imprenditore palermitano Dario Mirri, il quale, attraverso un concreto intervento finanziario ha scongiurato l’incubo penalizzazione (nella classifica del torneo di Serie B) da parte della Covisoc: “Una cordata che vedrebbe in gioco anche l’attuale presidente del Genoa, Enrico Preziosi, sarebbe pronta alla scalata di un’azienda sportiva da 47 milioni di debiti, valutazione fatta dallo stesso Mirri“.

(Palermo, Facile torna a parlare: “Zamparini ha accumulato debiti e istanze di fallimento. La cessione agli inglesi…”)

Per questo motivo i pm, sempre secondo quanto riferito all’interno della propria edizione odierna dal noto quotidiano regionale, sarebbero rimasti finora in una posizione d’attesa rispetto alle nuove iniziative: “La convinzione più ferma è però che a Zamparini vada impedito di avere margini di movimento, con cui potrebbe tornare a commettere – o ad acuire le conseguenze – dei falsi nei bilanci 2014, 2015 e 2016 e delle false comunicazioni alla Covisoc. Sono questi i reati per cui il riesame – in sede di ‘appello’ – il 5 ottobre scorso aveva ritenuto fondata la richiesta dei pm di mettere l’ex patron ai domiciliari.

La Cassazione, nel ritenere l’ordinanza priva di vizi, aveva rilanciato le tesi dell’accusa sui grossi guai creati da affari poco chiari come quelli della cessione del marchio a Mepal e poi della proprietà di questa azienda alla lussemburghese Alyssa. Aziende tutte riconducibili a Zamparini e al suo entourage. Falsi e situazioni poco chiare che avrebbero consentito anche iscrizioni non dovute a tre campionati, due di Serie A e uno di B“.

(Foschi: “Zamparini costretto a vendere, gli inglesi non hanno mai messo un soldo. Cessione? Ci sono due gruppi…”)

Gli avvocati avrebbero invece ritenuto che la cessione della società rosanero ai britannici di Sport Capital Group potesse far venire meno le ragioni che tengono attualmente Maurizio Zamparini agli arresti domiciliari, considerandole non più “attuali“. Il Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza starebbe indagando pure su tutto ciò che sta avvenendo all’interno del club di Viale del Fante in queste ultime confuse settimane. La vendita agli uomini d’affari britannici si sarebbe difatti, come ormai noto, rivelata un vero e proprio flop e si sarebbe portata dietro come conseguenza i ruoli di vertice affidati a Foschi e alla De Angeli come soluzione transitoria in attesa di nuovi investitori e acquirenti:

Insomma, elementi di sospetto che si uniscono a nuovi fatti strani, un filone dell’inchiesta sulla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo da cui è emerso l’interesse – manifestato nel 2015 – di uno degli amministratori giudiziari sotto inchiesta, Walter Virga, verso la società calcistica. Con la possibile mediazione di un politico come Giuseppe Lupo e richieste di intervento, in tempi non sospetti, avanzate a Giovanni Giammarva, divenuto presidente del club rosa solo nel 2017. Giammarva citato più volte in un’informativa della Guardia di Finanza e che si dice estraneo a tutto: ‘Mi chiamano in causa solo perché ho dato a Virga un numero di telefono?’“.

(De Angeli: “Ecco come è nata l’idea di prendere il Palermo. Saremmo falliti, io e Foschi ora…”)

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