VIDEO Liga, Tebas: “Inutile parlare di classifiche. Messi in Serie A? Non risolverà crisi economica”

Il presidente della Liga ha parlato dell’emergenza Coronavirus e di un possibile approdi di Messi in Serie A

Javier Tebas a 360 gradi.

Il presidente della Liga ha affrontato differenti tematiche, dall’emergenza Coronavirus e la ripartenza del calcio in tutto il mondo, fino a Lionel Messi e un suo possibile arrivo in Italia così come fatto in precedenza da CR7. Queste le sue parole:

La crisi per il Coronavirus è globale, ma in ogni Paese è differente. Il livello di indebitamento del calcio italiano è molto elevato, il doppio di quello di Liga e Bundesliga, con un giro d’affari inferiore. La situazione economica della Serie A è molto più complicata e la soluzione non può essere ingaggiare Messi. E comunque non credo andrà via. Parlo a livello globale, perché ogni club ha la sua storia. Per capire la situazione di un campionato si guardano le cifre di ricavi e dei debiti. Questo rapporto in Serie A è molto stressante per l’economia del calcio italiano. A me piacerebbe tenere Messi, e non credo che lascerà la Spagna. Ma quando andò via Cristiano Ronaldo, tutti dicevano che sarebbero diminuiti i ricavi e invece sono aumentati quelli dei diritti Tv. Anche in Portogallo. Una stella può aiutare ma non è imprescindibile per far crescere una competizione, ci sono anche altri strumenti. ClassificaUn dibattito sterile che genererebbe solo conflitti di interesse come sta succedendo in altri Paesi. Si parlerà solo quando saremo sicuri di non poter continuare a giocare. Per il calcio europeo è importante che il Fair play finanziario resista come è, nessun club può approfittare della crisi legata al Coronavirus per non pagare. Ci sarebbe il rischio di un effetto domino. Quando ripartirà la Liga? Di tutti i diversi scenari che abbiamo visto con la Uefa per la ripresa delle competizioni, i più probabili sono il 28 maggio, il 6 giugno o al massimo il 28 giugno. Se non tornassimo a giocare, le perdite ammonterebbero a un miliardo di euro. Se riuscissimo a tornare giocare ma senza spettatori, sui 300 milioni. In caso di ripresa con pubblico, i danni sarebbero comunque di 150 milioni di euro“.

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