Crotone-Venezia, Benussi e la bombacarta: “Sentii solo un gran botto, poi mi ritrovai in ospedale. Mi accusarono di aver finto…”

Crotone-Venezia, Benussi e la bombacarta: “Sentii solo un gran botto, poi mi ritrovai in ospedale. Mi accusarono di aver finto…”

“Mi fecero altri accertamenti, non ricordo se lasciai l’ospedale con il medico o il massaggiatore del Venezia”

Ricordi.

Sabato alle ore 15 allo stadio Ezio Scida andrà in scena Crotone-Venezia, gara valida per la nona giornata del campionato di Serie B. Una sfida che ha il sapore dell’amaro per Francesco Benussi, portiere che il il 19 dicembre di 15 anni fa finì nell’ospedale  che si affaccia sull’impianto sportivo. E’ un Venezia che sta nei bassi fondi della graduatoria, alla terza stagione dopo la “fuga” di Maurizio Zamparini.

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Sentii solo un gran botto – ha raccontato Benussi a La Nuova Venezia e Mestre – e persi i sensi, mi risvegliai quando ero già steso sulla barella e mi stavano portando fuori campo“. Era il 17′ della ripresa e dalla curva dei tifosi calabresi partì una bomba carta che esplose nel terreno di gioco: “Stavamo perdendo uno a zero. Era una partita importante per la classifica di tutte e due le squadre. Mi portarono in ospedale dove mi fu riscontrato un baro trauma. Mi fecero altri accertamenti, non ricordo se lasciai l’ospedale con il medico o il massaggiatore del Venezia, prendemmo un taxi e arrivammo in aeroporto in tempo per decollare con il resto della squadra. Il giorno dopo andai a effettuare un altro controllo in ospedale a Mestre“.

Il giudice sportivo omologò il risultato finale di 2-0 in favore del Crotone e inflisse tre punti di penalizzazione alla squadra calabrese, un’ammenda di diecimila euro e la diffida del campo. I lagunari non ci stavano e presentarono ricorso chiedendo il 3-0 a tavolino o la ripetizione della gara, ma il tutto venne respinto: “Quello che mi ferì maggiormente è che mi accusarono di aver finto, quando invece il referto dei medici dell’ospedale era chiaro. Un episodio che i tifosi del Crotone non dimenticarono tanto da prendermi di mira anche quando tornai a giocare allo “Scida” con Lecce, Palermo e Vicenza“.

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